C. come…


Le confessioni di un insider dell’industria del cancro

 By Cristina Bassi – Posted on 17 agosto 2011

Farmaci“Lavoro per un “centro di ricerca sul cancro” e lo chiamo cosi solo perchè questo è ciò che c’è nel loro nome vero. Negli anni ho visto e letto cose che fanno inorridire al solo pensiero, nel cosidetto trattamento delle persone.

L’unica spiegazione è che una volta che appare la parola “C”, la gente diventa sorda e muta a tutto pur di disfarsi di questa orribile piaga.

Il trattamento è simile all’uso di percolati … e di peggio… ma ad un prezzo molto più alto. Entrate in un ospedale senza avere la copertura assicurativa e vedete bene quanto “trattamento” vi fanno. Uscite dalla vostra copertura fondi nel mezzo del trattamento…e vedrete che il trattamento cessa. Immediatamente. Probabilmente si è sempre trattato solo di denaro.

Continuo a dire alla gente di smettere di dare denaro “alla ricerca sul cancro” perchè nessuno si sbatte per cercare una cura (ne abbiamo molte di cure e sono statenascoste accuratamente al pubblico). Questa è un’industria multimiliardaria annuale e una “cura” estrometterebbe troppi dal lavoro. Nessuno è seriamente alla ricerca di una cura…almeno non i “seri accademici”…(…) Ho lavorato in ramo medico per oltre 20 anni, molti dei quali in stretta associazione con la ricerca e trattamento del cancro… quando personalmente mi fu diagnosticato un cancro al seno 7 anni fa. Allora vivevo a Phoenix.

(…) personalmente decisi di non farmi operare, né di fare la chemio, né radiazioni (perché perdere i miei lunghissimi capelli?) Ho usato Essiac…ed ho avuto una risposta eccellente: ho tutte le mie parti attaccate ed anche i miei capelli.

CONCLUSIONE

Quando dite di essere ostaggi del cancro, dovete riferirvi alla diagnosi originale. Avete…mezzi per comprendere la diagnosi che vi viene fatta? NO? Ma che sorpresa. Quindi siete alla mercé dell’ospedale.

Quando un medico dice cancro, voi partite dal presupposto che conosca ciò di cui parla. Pensate male. E anche partire dal presupposto che “loro” sappiano quale è il migliore trattamento. Anche qui pensate male.

L’industria maggiore che l’ospedale vende non è la guarigione… è la formazione (o la sua mancanza) e fede cieca in qualcosa che non si capisce. Questo è vero per molte diagnosi e non solo il cancro, solo che il cancro è quel che fa più soldi per la maggior parte delle strutture.

Gli ospedali sono luoghi spaventosi per molte ragioni e gli errori sono molti più comuni di quanto se ne legga o senta in merito. Chiunque fa errori naturalmente…i medici seppelliscono i loro.. con la completa conoscenza e la copertura dell’amministrazione dell’azienda ospedaliera. Non vedo l’ora di andare in pensione…”

by Geraldine Philips (nome pseudonimo creato ad hoc di una lavoratrice nell’industria del cancro. Sono stati cambiati dei dettagli per proteggere il suo anonimato) / Fonte originale: henrymakow.com / Traduzione a cura di: Cristina Bassi / Fonte:saluteolistica.blogspot.com 

http://www.ecplanet.com/node/2641

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