CROSTA LATTEA, PRURITO E DERMATITE INFANTILE


LETTERA

CLIMA AVVERSO E DERMATITE DEFINITA ATOPICA DAL PEDIATRA

Caro Valdo, con l’arrivo delle prime nebbie e delle prime brine mattutine, mia figlia Giorgia di 7 mesi (non vaccinata e nata con Lotus birth) ha dovuto iniziare a combattere contro un nemico davvero fastidioso: il prurito. Siamo partiti a 2 mesi con la crosta lattea, per passare ai 4 mesi col riscaldo, divenuto poi col freddo dermatite atopica che sta colpendo prevalentemente viso e gambe.

MAMMA VEGETARIANA E PICCOLA ALLATTATA AL SENO

E’ allattata quasi esclusivamente col latte materno (prima al seno poi per via del prurito adesso la mamma usa il tira-latte e a forza il biberon) anche se ultimamente abbiamo inserito un piccolo spuntino di mezzodì a base di latte di riso (con mandorla) con l’aggiunta di qualche cucchiaio di “farina” a base di mais e tapioca. Oltre a questo stiamo inserendo sempre come spuntino un poco di mela grattugiata (il tutto è rigorosamente biologico). La mamma è vegetariana anche se qualche piccolo strappetto a base di latte ogni tanto lo fa, ma tendenzialmente seguiamo un regime vegano a base di tanta foglia verde e tanta frutta. RIGORE ANTIFARMACOLOGICO SALVO UNA CREMA CORTISONICA PER ALCUNI GIORNI

Tornando alla bambina, nonostante i parenti ci abbiano sempre puntato il dito contro, per come abbiamo ridotto nostra figlia e sulle potenziali malattie che prenderà senza essere vaccinata, abbiamo sempre mantenuto una nostra filosofia e siamo andati dritti perseguendo con tutte le forze la via della natura (anche se purtroppo, complice una grossa complicazione dovuta a incuranza di un parente abbiamo dovuto ricorrere all’utilizzo di una crema disinfettante a base cortisonica per alcuni giorni)

PELLE ARROSSATA, PRURITO, E IPOTESI ALLERGICHE

Certo, al momento i risultati quasi non ci sono (la pelle continua ad essere arrossata e a perdere liquidi) e il prurito è sempre molto forte quindi ti chiedo se hai qualche piccolo consiglio da darci. Per ultimo ci hanno proposto di togliere dalla dieta di mia moglie pomodoro, peperone, patate e melanzane, perché potrebbero infastidire la bambina aumentando così la sensibilità della pelle. Anche il succo di arancia, il latte e il frumento ci sono stati sconsigliati (sempre per il discorso di una potenziale intolleranza alimentare. Un abbraccio e un bel bacione dalla piccola Giorgia.

*****

RISPOSTA

IL TERMINE ATOPICO SERVE SOLO PER RIEMPIRSI LA BOCCA A CHI LO HA PRONUNCIATO

Due cose osservo intanto, entrambe assai poco convincenti. E sono la definizione “dermatite atopica”, dove quell’atopica vorrebbe collegare il fenomeno ad anomalie genetiche della bambina.
Questa fretta e questa generosità di aggettivare in una determinato senso di marcia non hanno alcuna giustificazione, e servono solo a coprire l’incapacità caratteriale della medicina moderna di capire, inquadrare ed interpretare il meccanismo causativo dei fenomeni patologici, prima ancora che di trovare dei rimedi ai medesimi.

PATATE DA MATTINA A SERA, PURCHE’ NON IRRADIATE E NON STRACOTTE

Non mi si accusi di pregiudizio. La parola atopico suona male, suona di storto e di deviante. E non mi convincono per niente tutti i consigli antiarancia, antipomodoro, antipatata e antimelanzana, intesi a ipotizzare una intolleranza alla solanina. Chiaramente, in queste operazioni demonizzanti, non c’è mai verso che si parli male del gambero, del pesce, della carne e del latticino.
Continui dunque la mamma a mangiare quello che le piace, e non si faccia influenzare dagli zombi e dagli stregoni da macelleria, anche se hanno il camice addosso. Patate non irradiate, meglio se dal contadino onesto, da mattina a sera. Per una danno da solanina uno deve mangiarne due quintali.

I SUOCERI GIOCHINO PIU’ A CARTE E ROMPANO DI MENO

Cosa dire poi del remare contro dei suoceri, che farebbero meglio a giocare a briscola e a tressette e a lasciare in pace una famiglia brava che sta facendo del suo meglio per il bene della loro creatura altro che puntare il dito contro. Chi poi si è permesso di danneggiare la bambina, e di causare l’impiego di avvelenanti creme al cortisone, impari a tenersi le mani in tasca e a non fare più sciocchezze.

GLI SFOGHI CUTANEI NEI BAMBINI SONO UNA REGOLA, ED E’ FORTUNA CHE ESISTANO

Veniamo al dunque. L’autointossicazione, in una forma o in un’altra, è associata regolarmente a tutte le forme di malattie della pelle. Nella malattia di Bright, ad esempio, i veleni vengono trattenuti nel corpo per colpa della nefrite cronica, e non trovano via migliore se non la pelle. Nelle crisi diabetiche, l’eczema è la regola. I disturbi di stomaco e di intestino nei bambini piccoli portano inevitabilmente a sfoghi cutanei.
Più una persona è sana e più veleni riesce a scaricare. Questo principio vale a maggior ragione per i bambini.

AUTOINTOSSICAZIONE UGUALE SFOGO CUTANEO IMMEDIATO

L’eritema, il rossore, rappresentano in genere semplici condizioni infiammatorie riguardanti la parte esterna del derma, causate da problemi digestivi, e possono essere accompagnate da leggera essudazione, da disturbi renali e febbre, con prurito o anche senza.
Tutte le malattie gastrointestinali e i disturbi generali della nutrizione, tipo dispepsia gastrica e intestinale, irritazione gastrica, catarro, danno luogo ad auto-intossicazione, e stanno alla base di ogni eruzione cutanea.

ANCHE IL CIBO BUONO, SE MAL COMBINATO, DIVENTA VELENO

Il cibo, se è fresco e puro, se non è da macello o da fabbrica sofisticata, non è veleno. Ma anche il miglior cibo del mondo, messo impropriamente a fermentare e putrefare nel caldo tratto intestinale, diventa veleno. Combinar male amido e zucchero, cereale e zucchero, tortine e sciroppi, sughetti e salse, porta a eruzioni varie.

FARMACI E VACCINI, INTEGRATORI E FRUTTI IRRORATI, COMPORTANO ERUZIONI

Può succedere che fragole e pesche, frutti non a caso intensamente irrorati, causino dei problemi. Il latte di mucca, specie se associato allo zucchero è causa inevitabile di sfoghi cutanei.
Vaccini e farmaci rappresentano consistente fetta di dermatiti, contenendo morfina, chinino, arsenico, mercurio, cloro, iodina, acido salicilico, bromo, prodotti di derivazione carbonifera e petrolifera, caffè, alcol, insulina, digitale, belladonna e altri veleni ancora.

L’ORTICARIA E’ VELENO CHIMICO IN LENTA ESPULSIONE DAL CORPO INTOSSICATO

Nel caso presente, per fortuna non c’entrano, anche se i danni di quella crema al cortisone possono essere oltremodo seri. Lo diciamo però per altri casi simili. Alcuni farmaci sono tipici per produrre sfoghi di orticaria, papule, pustole e persino eruzioni emorragiche. Altri producono croste e desquamazioni.

MENO SI MANIPOLANO E SI CURANO I BAMBINI E MEGLIO E’

In ogni caso non drogate e non incremate nel modo più assoluto i vostri bambini, né permettete che altri per voi lo facciano, come successo con la Giorgia. Non concedete a nessun medico, nemmeno se si tratta del primario più elevato del maggiore ospedale terrestre, di inoculare un vaccino di qualsiasi tipo ai vostri bambini. per nessuna scusa possibile ed immaginabile.
Vietato usare saponi, salviette, lozioni, creme, polveri antisettiche. Se l’avete già fatto, stoppate e mettetevi in testa una frase soltanto: CESSAZIONE IMMEDIATA DI QUESTI ABUSI!

LE ERUZIONI NON SONO PROBLEMI DELLA PELLE

Ogni trattamento topico locale, eccetto la pulizia, fa soltanto danni nel caso di anomalie dermatologiche. Tutti i problemi della pelle, escludendo incidenti meccanici e termici, tipo ferite, abrasioni e scottature, non rappresentano affatto danno o fenomeno locale circoscritto.
Al massimo, per attenuare il fastidio, ricorrete a fecola di patate e acqua, da applicare esternamente.

SUCCHI FRESCHI, ALTERNATI AL LATTE DI MAMMA, SONNO L’UNICA POSSIBILITA’

La crosta lattea o seborrea dello scalpo è una anormale secrezione, con scarico di liquido viscido, giallo o verde sul viso e sulla testa, con forte prurito, derivante da alimentazione sbagliata e da scarsa pulizia. Misure astringenti o caustiche per asciugare o sopprimere il fenomeno sono tutte sbagliate e prive di utilità. L’unico rimedio è la pulizia e la appropriata alimentazione. Una dieta a base di succo d’arancia dolce dai 3 ai 5 giorni garantirà ed abbrevierà il recupero. Anche il succo di mela, di carota, di pera e di ananas possono essere d’aiuto.
Con mandorle di stagione si può fare un ottimo latte di mandorle.

L’ORTICARIA, L’OMBRA E IL FREDDO

L’orticaria tende a svilupparsi frequentemente nei bimbi più nervosi e sensibili su varie parti del corpo. Il clima freddo e la latitanza dei raggi solari aggravano il problema. Massaggiare la pelle peggiora il tutto. La causa in questo caso, se non ci sono di mezzo i farmaci, è sempre l’errore alimentare e la digestione problematica. L’unico rimedio possibile ridurre il cibo o sospenderlo del tutto fino a quando il fenomeno non sia scomparso.

L’ARTE DELLA PAZIENZA E DEL NON INTERVENTO

Coi mali dei bambini serve anche molta pazienza. Errore alimentare e intossicazione sono un po’ la regola, per cui la pelle diventa lo specchio essudante della situazione. Con la fretta e con l’ansia di fare qualcosa, di intervenire, di guarire, non si ottiene nulla. A volte servono settimane e mesi prima di raddrizzare la situazione. I problemi della pelle tendono comunque a scomparire al ritorno della stagione temperata e calda, quando c’è tanto sole, tanti vegetali freschi e tanta frutta carica di forza elettromagnetica.

Valdo Vaccaro

fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com

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