Scienziati auspicano l’uso e la dispersione di nanoparticolato di alluminio nell’atmosfera


Nel video qui sotto potete ascoltare David Keith, fautore della geoingegneria (“scienza” che vorrebbe modificare artificialmente il clima terrestre, ovvero raffreddare la terra bloccando almeno parzialmente il riscaldamento solare, il tutto per lo spauracchio del cosiddetto riscaldamento globale, recentemente sconfessato persino da uno dei suoi primi sostenitori).
 
Egli afferma che “aluminum properties are preferable to that of sulfur for use as an aerosol“, ovvero “le proprietà dell’alluminio sono preferibili a quelle dello zolfo per essere usate sotto forma di aerosol“. Il suo progetto è quello di spruzzare aerosol di alluminio nell’atmosfera terrestre, né più né meno. (Per maggiori approfondimenti vedi il documentario sulla geoingegneria sottotitolato in italiano).
 
Curiosa coincidenza, su “le scienze” (http://www.lescienze.it/news/2011/04/09/news/nanoparticelle_per_un_biocombustibile_piu_efficiente_e_pulito-552418/ ) compare un articolo in cui si descrivono le proprietà dell’alluminio nanometrico come additivo per i motori:
Miscelare nanoparticelle di alluminio al biocombustibile per avere una maggiore efficienza di combustione: l’idea è venuta a R. B. Anand, professore di ingegneria meccanica del National Institute of Technology di Tiruchirappalli, in India, che l’ha messa in pratica con l’aiuto del suo collaboratore J. Sadhik Basha.
Nell’articolo viene descritto come tale ricerca apparsa su Journal of Renewable and Sustainable Energy, i due ricercatori hanno utilizzato un combustibile ricavato da una pianta (e quindi sotto un certo punto di vista ecologico) miscelato con nanoparticelle di alluminio. Il vantaggio sarebbe quello (a loro dire) di produrre quantità minori di ossido di azoto, di monossido di carbonio, e di fuliggine. Peccato però che aumenterebbe la produzione di un nuovo fattore inquinante: l’alluminio sotto forma di nanoparticelle, che è particolarmente nocivo per l’uomo e per la natura. Prova ne è che la scienza botanica sta studiando a fondo la tossicità dell’alluminio e sta ricercando dei metodi per permettere alle piante di resistere alla tossicità dell’alluminio, anche creando nuove varietà di piante, persino OGM. 
 
Ma di questi danni alla salute dell’uomo, delle piante e degli animali l’articolista si preoccupa solo in chiusura di articolo con una stringata frase nella quale accenna ai danni per l’ambiente e per la salute dell’uomo considerandoli però solo “potenziali”:
Infine, se si diffondesse l’uso di nanoparticelle nelle applicazioni bisognerebbe verificare i potenziali danni per l’ambiente e per la salute dell’uomo.
Da notare che le nonoparticelle di alluminio si trovano già tra di noi, e secondo il rapporto di uno scienziato ambientale del New Jersey Institute of Technology (NJIT) potrebbero avere effetti disastrosi sulla natura. Come leggiamo in un articolo di Alessio Mannucci:
Pubblicato recentemente su “Toxicology Letters”, lo studio mostra come le nanoparticelle di ossido di alluminiorallentano la crescita delle radici in 5 specie di piante: mais, cetriolo, cavolo, carota, soia.
“Le nanoparticelle di ossido di alluminio sono comunemente usate per strati resistenti alle abrasioni, per lozioni solari che forniscono protezione dai raggi ultravioletti e catalizzatori ambientali che riducono l’inquinamento”, dice Daniel J. Watts, direttore esecutivo del York Center for Environmental Engineering and Science and Panasonic Chair in Sustainability del NJIT, autore dello studio.
  
E se ancora non l’avete capito nanoparticelle significa particolato così fine da essere annoverato tra le polveri sottili, quelle che avvelenano e fanno ammalare noi e soprattutto i nostri bambini. Se davvero lo addizionassero al combustibile per gli aerei o lo disperdessero in altra maniera in atmosfera come vogliono gli amici di David Keith le conseguenze sulla salute sarebbero tremende, anche perché l’alluminio è tossico per il sistema nervoso, causa demenza ed è uno dei principali imputati per l’aumento di casi di parkinson ed alzheimer.
 
Sul sito istituzionale dell’istituto superiore di sanità, centro nazionale di epidemiologia, si può leggere l’articoloL’esposizione dei bambini alle polveri sottili in Europache inizia con queste righe.
I bambini molto piccoli, e probabilmente anche i feti, sono molto sensibili all’inquinamento atmosferico. L’evidence attuale è sufficiente per attribuire una relazione causale tra inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili e decessi per disturbi respiratori nel periodo post-neonatale. Le prove sono anche sufficienti per attribuire un nesso tra inquinanti atmosferici ed effetti negativi sullo sviluppo funzionale dei polmoni. Sia i danni reversibili alle funzioni polmonari, sia la riduzione cronica dei tassi di crescita dei polmoni sono associabili all’esposizione al particolato atmosferico (PM). Le prove disponibili mostrano anche un legame tra esposizione alle polveri sottili, complicanze dell’asma e aumento della prevalenza e dell’incidenza di tossi e bronchiti.
  A questo punto come non parlare della singolare coincidenza per cui mentre gli scienziati fanno congressi ufficiali sostenendo l’utilità di spruzzare alluminio nell’atmosfera, un illustre medicoed un illustre climatologo hanno entrambi denunciato che l’irrorazione di aerosol di alluminio (ma anche bario ed altro) è già da tempo effettuata clandestinamente? Il dottor Russel Blaylock, che insegna biologia in una università degli USA, ha parlato specificatamente di nano-alluminio, guarda un po’ che coincidenza. Da notare che non ha parlato di alluminio in termini generici ma proprio di nano-alluminio; evidentemente per fare un’affermazione così precisa ha fatto le dovute verifiche.
 

Anche un magistrato scomodo (scomodo perchè aveva rovistato nel marcio delle istituzioni e che per questo è stato sospeso dal servizio) ha denunciato in questi giorni lo stesso fenomeno, e poco tempo prima la stessa denuncia era stata fatta propria da un giornalista scomodo (che aveva denunciato alcune delle peggiori porcherie avvenute in Italia, come il traffico di rifiuti radioattivi inabissati al largo delle coste italiane).

 
 
Le coincidenze sono davvero troppe; quando poi pensiamo che in questi giorni i cieli sono sempre più spesso oscurati dalle scie bianche e persistenti degli aerei, come da tempo riportano migliaia di cittadini preoccupati, come fare a chiudere gli occhi di fronte a questa massa di prove?

Si ringrazia Niente è come sembra per le preziose segnalazioni

 
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