L’F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITA’ dei CIBI TRANSGENICI


http://www.mednat.org/mercato_salute.htm [1]

L’ [2]F.D.A. [3] (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI….e di molti Farmaci e Vaccini [4]  (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)

La più importante agenzia statale americana per il controllo sui cibi e sui farmaci, la Food And Drug Administration, ha approvato i cibi modificati geneticamente malgrado le morti che avevano causato e gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati sui gravi rischi che essi comportano.

Nel maggio 1998 l’Alliance for Bio-Integrity con una coalizione di scienziati, leaders religiosi e consumatori, ha fatto causa alla Food and Drug Administration [5] per ottenere test obbligatori di sicurezza e l’etichettatura dei cibi geneticamente modificati. Nove scienziati che ricoprono importanti funzioni nelle Università e nei centri di ricerca, si sono uniti alla coalizione perché ritengono che la politica dell’FDA [6] è scientificamente scorretta e moralmente irresponsabile.
La Corte Federale ha obbligato l’FDA a consegnare all’avvocato dei querelanti le 44.000 pagine del suo archivio interno.

Questi documenti, oltre a contraddire l’affermazione dell’FDA che la sua politica ha fondamenti scientifici, dimostrano che l’agenzia ha violato la Legge americana su cibo, medicine e cosmetici permettendo che i cibi geneticamente modificati fossero introdotti sul mercato senza essere sottoposti a sperimentazioni, sulla base del presupposto che sono generalmente riconosciuti sicuri da esperti qualificati.

 

Perché è avvenuto tutto questo ?
Durante l’amministrazione Reagan, quando l’economia degli Stati Uniti aveva seri problemi e c’era un grosso squilibrio negli scambi commerciali, molti esperti erano alla ricerca di aree attraverso il cui sviluppo si poteva lanciare di nuovo l’economia degli USA e, in particolare, l’esportazione.
Quella che all’epoca era la giovane tecnologia della bioingegneria era uno dei settori più promettenti. È stata quindi emessa una direttiva per tutte le Agenzie federali, come l’FDA, l´Agenzia per la Protezione dell’ambiente ed il Dipartimento di Agricoltura di promuovere al massimo l´industria biotecnologica e di facilitare l’introduzione di questi prodotti sia negli USA che nei paesi esteri. Questo tipo di politica fu spinta moltissimo anche sotto la presidenza di Bush e poi di Clinton.

L’FDA ha ammesso di aver operato sotto una direttiva “per favorire” l’industria biotech americana sulla base del presupposto che i cibi bioingegnerizzati sono essenzialmente uguali agli altri. Ma la linea politica dell’FDA ha incontrato una forte resistenza da parte dei suoi stessi scienziati, che negli anni `90-´92 hanno portato avanti quella che si può definire la più accurata analisi fino ad ora attuata sui cibi OGM.

Sulla base dei risultati di questa analisi essi hanno ripetutamente segnalato che la bioingegneria, alterando l’attività cellulare, può condurre alla produzione di tossine inaspettate, allergeni e sostanze cancerogene. La Dott.ssa Linda Kahl, funzionario dell’FDA, incaricata di sintetizzare tutte le affermazioni degli scienziati dell’agenzia, ha affermato che l’agenzia stava “cercando di far entrare un piolo quadrato in un buco rotondo… cercando di forzare la conclusione finale che non c’è nessuna differenza tra cibi modificati con l´ ingegneria genetica e cibi modificati con pratiche di riproduzione tradizionali”.

Inoltre il Dott. Jim Maryanski, Coordinatore della Biotecnologia dell’FDA, ha riconosciuto che, nella comunità scientifica in generale, non c’è alcun consenso sulla sicurezza dei cibi modificati geneticamente e che gli scienziati dell’FDA hanno consigliato che essi dovrebbero essere sottoposti
a speciali test, inclusi i test tossicologici. Nondimeno, la motivazione dell’FDA per promuovere l’industria biotech era così forte che essa, non solo ha ignorato gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati sui rischi specifici dei cibi manipolati geneticamente, ma ha nascosto le prove della pericolosità dei cibi transgenici e ha preso una posizione pubblica che sostiene l’opposto. L´FDA ha mentito consapevolmente affermando in una dichiarazione ufficiale: “L’agenzia non è a conoscenza di alcuna informazione che dimostra che i cibi derivanti da questi metodi nuovi differiscono dagli altri cibi in alcun modo significativo o uniforme…”.
Così, benché esperti dell’agenzia abbiano consigliato che i cibi geneticamente ingegnerizzati dovevano essere sottoposti a test speciali, i burocrati responsabili della politica hanno proclamato che questi cibi non richiedono alcun test.

L’avvocato Druker ha affermato che, se fosse stata detta la verità, cioè ciò che è emerso dalle analisi degli scienziati, nessun cibo manipolato geneticamente sarebbe potuto entrare negli anni ’92/’95 nel mercato americano che poi li ha esportati in Europa e in tutto il mondo e la popolazione mondiale non sarebbe stata esposta a questo grave rischio. Si può quindi parlare di genocidio legalizzato.

FDA collusa con case farmaceutiche [5] – Il profitto al costo della salute
Ma la frase dà anche il titolo (l’aggiunta finché morte non ci separi è nostra) al documentario “We’ll take care of you” realizzato da Lattanzio Firmian e Alberto Baudo e premiato allo Swansea International Film Festival che si svolge nel Regno Unito per la categoria “Best Documentary”.

Un filmato terribilmente inquietante per il suo essere estremamente veritiero, attraverso il quale Firmian, un neurologo che lavora in un importante ospedale newyorkese e Baudo, giornalista e produttore televisivo, hanno messo a nudo l’industria farmaceutica [7], l’FDA [8] (Food and drug administration) ed il sistema sanitario statunitense.

L’indagine prende spunto dallo scandalo Vioxx, il farmaco contro i dolori reumatici che prima di essere ritirato dal mercato, tra il 1999 ed il 2004 ha ucciso 60mila persone per infarto. Come dice nel documentario David Graham, lo scienziato a capo della sperimentazione di nuovi farmaci per la FDA: “Una cifra paragonabile al numero dei morti causati dalla guerra in Viet Nam, ma nessuno protesta nelle piazze, oppure come se ogni settimana cadesse un Boeing per quattro anni e nessuno dice niente”.

“Solo la punta di un iceberg” – ci spiega Baudo mentre ci racconta com’è nato “We’ll take care of you”. “Firmian – continua il giornalista –  il mio socio nonché medico, un giorno mi ha raccontato di essere stato molto turbato dalla vicenda Vioxx e mi ha spiegato come il sistema sanitario americano presti il fianco ad operazioni corsare delle case farmaceutiche e di come l’FDA che dovrebbe controllare la bontà di un farmaco in realtà non assolve il suo compito proprio a causa di questo intreccio perverso con l’industria farmaceutica”.

Il documentario inizia con una scena da far west, dove ci sono “Il buono, il brutto e il cattivo”, ed i buoni non sono sicuramente identificabili con le case farmaceutiche e l’FDA, al contrario sono un pugno di coraggiosi, i cosiddetti whistleblowers, le talpe, le gole profonde che si sono ribellate al sistema.

“I nostri whistleblowers sono David Graham e Peter Rost, vice-presidente del settore Marketing della Pfizer, la più grande casa farmaceutica al mondo. Sono loro che ci hanno raccontato i retroscena che ci sono dietro la sperimentazione di un farmaco e la sua messa in commercio”.

Come avete fatto a dimostrare la veridicità di quelle informazioni ?
“Siamo andati alla ricerca delle vittime di questo sistema, ma le storie non bastavano a dimostrare certi fatti e visto che non potevamo certo bussare alla porta della Merck (produttrice del Vioxx, ndr) o della Pfizer e dirgli che i loro informatori scientifici vanno dai medici e offrono loro dei premi, siamo riusciti ad infiltrarci in alcuni congressi medici ed abbiamo rubato le immagini che testimoniano l’avvicinamento dei medici da parte di questi informatori scientifici. Non abbiamo reso noto i nomi, così come non abbiamo pubblicato tutte le immagini acquisite perché il nostro obiettivo non è quello di colpire i singoli piuttosto esporre il sistema corrotto. Qui ci troviamo di fronte a reati di corruzione e concussione”.

Qual è il giro di affari che ruota intorno all’industria farmaceutica ?
“L’industria farmaceutica è la seconda al mondo dopo quella delle armi, si parla di miliardi di dollari”.
Il titolo che avete scelto, dopo aver guardato il documentario, più che essere rassicurante “We’ll take care of you”, lascia letteralmente di ghiaccio…

“Sì, e pensiamo alla promozione televisiva con la quale l’industria farmaceutica bombarda gli utenti, è una cosa che non esiste perché i consumatori non sono medici e non possono decidere da soli che tipo di farmaco prendere e d’altro canto gli stessi medici sono “corrotti” e prescrivono un determinato medicinale incondizionatamente. C’è, inoltre, la questione dei trials, che fanno direttamente le case farmaceutiche visti gli altri costi che comportano e hanno il diritto di rendere noti quelli che vogliono loro. Ad esempio, se su mille pazienti tre hanno avuto un attacco cardiaco, le aziende farmaceutiche non lo dicono, pubblicano, quindi, solo dati parziali”.

Veniamo alle responsabilità politiche in questo gioco delle parti.
“Per ogni congressman ci sono due lobbyist farmaceutici che hanno il compito di convincerli a fare leggi a loro favore. Sono lì a tempo pieno a Washington e visto che i politici hanno bisogno di soldi per sostenere le loro campagne, sono finanziati anche dalle aziende produttrici di farmaci, è come dire che la democrazia americana è “for sale””.

Nel documentario si parla di altri due farmaci “Premarin” per il trattamento della menopausa e “Zolofot”, un antidepressivo usato per i bambini e che ha avuto conseguenze purtroppo tragiche.

“Per raccogliere le nostre storie abbiamo viaggiato l’America in lungo e in largo ed abbiamo raccolto la testimonianza di due genitori che hanno perso una figlia adolescente. Questa ragazza non ha dato problemi fino a 16 anni, poi è andata “in crisi”, o meglio stava attraversando quel periodo caratteristico dell’adolescenza. La famiglia si è rivolta al medico della scuola che ha prescritto alla ragazza questo antidepressivo pesantissimo.
Dopo tre giorni la giovane ha cominciato a dare segni di squilibrio e alla fine i genitori l’hanno trovata impiccata nel garage di casa. Dalla nostra indagine è venuto fuori un dato inquietante, ossia gran parte degli studenti americani viene messa sotto qualche tipo di farmaco psicotropico, i più diffusi sono quelli per curare l’ADHD e la depressione adolescenziale. E riguardo alla famiglia della ragazza suicida, solo dopo un anno di battaglie sono riusciti a far sì che la casa farmaceutica inserisse nel prodotto una “black-box” dove si diceva che tra gli effetti indesiderati poteva causare il suicidio”.

Qual è l’intreccio dietro FDA e case farmaceutiche ?
“È sufficiente dire che la maggior parte dei salari degli impiegati della FDA vengono pagati dall’industria farmaceutica. Si potrebbe tranquillamente chiedere ad un dipendente FDA “Ma tu per chi lavori?”. Ancora più perversa è quella che si potrebbe definire politica della “revolving door”, ossia si entra in FDA, quindi con un stipendio modesto, e si finisce a lavorare per le case farmaceutiche con stipendi profumati. È come un’equazione matematica: gli scienziati della FDA che devono mettere il timbro per autorizzare la messa in commercio del farmaco, e se si comportano bene finiscono la loro carriera altrove e con salari altissimi. Aggiungo che l’FDA quando deve decidere se un farmaco può rimanere in commercio o meno, si appoggia ad un comitato di medici esperti, purtroppo si è scoperto che il 75% di questi medici ha intrecci con le case farmaceutiche”.

Tra qualche giorno uscirà nelle sale il film di Micheal Moore “Sicko”, ci sono delle analogie con i contenuti del vostro documentario ?

“Non direi perché Moore non ha detto una parola sulle case farmaceutiche. Lui se l’è presa con il sistema delle assicurazioni ma non si è voluto esporre oltre, non è andato contro l’industria dei farmaci”.

“We’ll Take Care of You” è stato selezionato e premiato anche da altri festival, Flint, Long Island International Film Expo, Diy Los Angeles, Everglades, Sud Africa, Declaration of Independence, GB, DeReel, Australia ed è stato interamente autoprodotto da Baudo e Firmian.

“È stato un servizio che abbiamo voluto fare per la società” – ha commentato Baudo, purtroppo aggiungiamo noi, nonostante le denunce “nessuno andrà in prigione” come si dice nel documentario e le case farmaceutiche continueranno a “prendersi cura di noi” alla loro maniera.
Tratto da. : http://www.oggi7.info/2007/08/31/147-il-profitto-costo-della-salute [9]

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La salute è un affare, un mercato con cifre colossaliQuesto è il primo problema.
Un malato, o un supposto malato è una fonte di reddito quasi inesauribile.
Più una/o di noi è malata/o e più procura guadagni.
Il sistema economico in cui operiamo ha come riferimento il PIL, il prodotto interno lordo, la somma di tutte le entrate di tutte le attività economiche.
Quando avviene un incidente il PIL aumenta. Quando avviene un disastro il PIL aumenta molto.
In particolare un malato fa quasi sicuramente aumentare il PIL, una persona sana può far diminuire il PIL.
Un esame (la cosiddetta medicina preventiva) fa aumentare il PIL, un abbonamento in palestra fa aumentare il PIL, una passeggiata in un bosco vicino a casa non fa aumentare il PIL, coltivarsi l’insalata nell’orto vicino a casa senza concimi chimici fa diminuire il PIL.
Ciò che fa aumentare le ricchezze delle aziende fa aumentare il PIL, ciò che fa migliorare la salute e il benessere delle persone spesso fa diminuire il PIL.
Meno PIL, meno tasse, meno tasse meno soldi in mano allo Stato, meno soldi in mano allo Stato, meno soldi in mano a chi amministra i soldi dello Stato.

Le medicine non convenzionali hanno un grandissimo difetto: spesso funzionano, ma soprattutto quasi sempre non fanno gravi danni.

In USA (ma vale per il resto del mondo, occidentale e non solo) hanno stabilito che gli interventi sanitari (farmaci, operazioni chirurgiche, ecc.) sono la principale causa di morte. Più del cancro.
Se sono la principale causa di morte, c’è da aspettarsi che siano anche la principale causa di malattia. E la principale causa di guadagni per il sistema industriale sanitario.

Per chi guadagna sulla malattia, le pratiche che aiutano le persone a rimanere sane o a guarire sono la peggior concorrenza che si possa immaginare.
L’industria della malattia, come ogni industria, ha bisogno di sempre più clienti che spendano sempre di più. E quindi deve convincerci che siamo malati, senza possibilità di guarigione e che abbiamo continuamente bisogno di interventi sanitari per star meglio.
L’industria della malattia combatte con tutti i mezzi, leciti e illeciti, come ogni attività economica, chi tenta di guarire e chi propone stili di vita che aiutano a vivere in salute.
Il cancro è la più grande fonte di guadagno. E allora chi suggerisce la possibilità di curarlo viene perseguitato con grande energia.

I bambini sono naturalmente sani e pieni di energia. E allora bombardiamoli di onde di vario tipo (ecografie) nella gravidanza. Facciamoli nascere in ambienti rumorosi e con luci accecanti per attaccare fin dal primo momento il loro sistema nervoso. Introduciamo nel loro organismo ancora in crescita e così delicato ogni sorta di veleno chimico tramite vaccini, antibiotici e altri farmaci chimici.

Se qualcuna/o ottiene dei risultati nella cura di qualche malattia “Incurabile” va subito accusato di essere un impostore, che vende illusioni ai malati “incurabili”. E come potrebbe essere diverso ?
Il malato è una gallina dalle uova d’oro e chi pretende di guarirlo deve essere eliminato in gran fretta.

Per questo le medicine non convenzionali devono prima di tutto essere inglobate e snaturate, ossia devono diventare costose e inefficaci: solo quando avranno perso la capacità di prevenire e guarire le malattie potranno essere accettate all’interno di questo sistema sanitario.

Ovviamente esistono le eccezioni, come può avvenire che ci siano persone oneste che lavorano in banca o in politica o nei grandi giornali o nelle principali reti TV, ma  prima o dopo verranno eliminate o se ne andranno di loro iniziativa.

Prodi o Berlusconi non fa differenza: i partiti politici hanno caratteristiche affini alle organizzazioni a delinquere: nascono e si sviluppano per far ottenere vantaggi a chi li finanzia, assicurando privilegi e immunità a chi ne fa parte.
Quando qualche politico viene accusato infatti, la discussione non viene indirizzata a denunciarne le malefatte, ma piuttosto si discute di come impedire che possa succedere un’altra volta che le malefatte siano scoperte.
Chi denuncia i crimini diventa l’accusato, il vero colpevole. E i mezzi utilizzati per scoprire il crimine sono messi sotto accusa.
Come ci si può quindi aspettare che chi ci governa, essendo corrotto per definizione, operi a favore della salute dei cittadini?
Ci si può aspettare che un mafioso si comporti in maniera onesta e altruista ?

Nel campo della salute la lobby dei medici e dell’industria sanitaria detiene tutti i posti di potere e orienta tutte le scelte economiche e culturali verso un sistema che sostanzialmente favorisce lo sviluppo di ogni tipo di patologia ai danni della salute, per i motivi che ho indicato fin dall’inizio.
Le cure utilizzate prevalentemente sono cure chimiche capaci di far ammalare chi è sano. Gli ospedali sono luoghi dove chi è sano si ammalerebbe facilmente. E così via.

In Italia si calcola che oltre 10 milioni di persone utilizzano abitualmente medicine non convenzionali: sono come le coppie di fatto. Lo Stato ci sopporta malvolentieri, e agisce metodicamente per renderci la vita difficile e impedirci di agire liberamente. Governo dopo Governo le leggi rendono illegale usare erbe, integratori alimentari, e ogni terapia “dolce” e non invasiva.
Mentre chi quotidianamente avvelena i pazienti, ne amplia le sofferenze e ne accelera la morte viene ossequiato e premiato per i suoi nefasti risultati.

La decisione di utilizzare una terapia non convenzionale per il momento è solo una decisione personale.
Le assicurazioni difficilmente rimborsano i farmaci e le terapie non convenzionali.
Negli ospedali è molto raro potervi accedere.
La libertà di concorrenza in questo campo, come in tanti altri, non funziona.

Ogni giorno muoiono milioni di persone di cancro curato con la chemioterapia. Nessuno si sogna di denunciare i medici che usano la  chemioterapia per “curare” chi ha il cancro.
Ma se un medico usa qualche altro metodo viene denunciato, imprigionato,  cancellato dall’Ordine dei Medici, perseguitato in tutte le maniere  possibili.
By Giorgio Gustavo Rosso tratto da una risposta ad una giornalista di Repubblica Salute

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Le Cure naturali [10] che il business sanitario ti nasconde
I medicinali e la maggior parte di quello che mangiamo ogni giorno ci  stanno lentamente avvelenando, mentre i medici e l’industria farmaceutica hanno tutto l’interesse a mantenerci malati e a non farci guarire.
E’ questa la tesi, sconvolgente quanto documentatissima, di Kevin Trudeau, uno dei più noti difensori dei diritti del consumatore e del cittadino americano. In questo saggio, che negli Stati Uniti ha scalato le classifiche di vendita provocando molto clamore, l’autore solleva finalmente il coperchio dal vaso di Pandora degli inganni del business farmaceutico e alimentare. Ma soprattutto, dopo aver spiegato i meccanismi del circolo vizioso che le lobby hanno generato, offre una speranza indicando i grandi risultati ottenuti da diverse cure naturali e pratiche mediche alternative [11] che, senza farmaci e senza chirurgia, permettono di combattere le malattie e i disturbi cronici più frequenti (dall’herpes al mal di testa, dal diabete alle vene varicose, dalla depressione ai tumori, dai problemi cardiaci alle allergie) o di dimagrire (e mantenersi magri per sempre) senza sforzo. Il tutto aiutando il corpo a recuperare il suo stato di salute originario.
Kevin Trudeau è uno dei più famosi rappresentanti dei consumatori americani, molto attivo soprattutto sul fronte delle medicine alternative [12] e della corruzione econflitti di interessi tra governo e corporation. Si dedica alla formazione di diverse fondazioni e ha devoluto buona parte del suo patrimonio alla tutela dei consumatori.


Il business alla base della ricerca scientifica e dell’eccessivo consumo di farmaci [13] 

Un articolo di Steve Connor pubblicato sull’inglese The Indipendent1 è subito circolato tra gli addetti ai lavori e gli interessati (vedi il testo integrale a pag. 8), ci ha informato di qualcosa che chi si occupa di medicina naturale, o anche più semplicemente chi è un po’ più attento alla propria salute, sapeva già da tempo e cioè che quasi tutti i farmaci sono inefficaci in più della metà dei pazienti. Quando addirittura non sono nocivi.
L’affermazione non è dell’uomo della strada di turno intervistato all’uopo, ma è di un amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica [7] inglese (e’ una tra le più grandi del mondo), la GlaxoSmithKline.
I dati forniti in questo articolo sono veramente disarmanti, tanto più se consideriamo le autorevoli e interessate fonti di provenienza per cui qualche maligno potrebbe pure supporre che se le cifre rese pubbliche sono queste, quelle reali potrebbero essere anche peggio. Ma partiamo dal presupposto che abbia trionfato la buona fede e la trasparenza e vediamo questi dati.
La frequenza di risposta, ossia la percentuale di efficacia di alcune categorie di farmaci per le principali patologie attuali è quella che segue:

TABELLA DELLA FREQUENZA DI RISPOSTA DEI FARMACI, secondo le statistiche ufficiali e non secondo la realta’ dei fatti !

Settore Terapeutico  

% di efficacia del farmaco   

Alzheimer

30

Analgesici (Cox-2)

80

Asma

60

Aritmie cardiache

60

Depressione (SS RI)

62

Diabete

57

Epatite C (HCV)

47

Incontinenza

40

Emicrania (acuta)

52

Emicrania (profilassi)

50

Oncologia

25

Artrite reumatoide

50

Schizofrenia

60

Ma l’affermazione più drammatica e riassuntiva la fa Allen Roses, vicepresidente della linea genetica della Glaxo, quando afferma che “la stragrande maggioranza dei farmaci — più del 90% — funziona solo nel 30-50% degli individui“. Consiglierei di rileggere con molta lentezza l’affermazione qui esposta e di fare una pausa riflessiva. Credo che per qualsiasi umano di senno sia una pausa veramente devastante…
Le domande che ci si accavallano in testa sono tante. L’indignazione sale ?
Vaghi desideri del tipo “Rambo 2, la  vendetta” si affacciano alla mente ? Sicuri ? O forse siamo talmente abituati all’umiliazione quotidiana delle nostre coscienze e dei nostri intelletti da digerire ormai qualsiasi cosa ?
Il presente articolo avrebbe la presunzione di scuotere l’animo (sempre ammesso che mi sia permesso e che sia rimasto qualcosa da scrollare, visto che ormai, si può dire, ci hanno shakerato tutti i visceri, niente escluso) e illuminare la mente sui meccanismi reconditi di Big Pharma [7], il cartello farmaceutico internazionale così come viene chiamato nei paesi anglosassoni, mostro a più teste da cui tutti dipendiamo e in cui tutti riponiamo speranze e illusioni, specialmente nei momenti peggiori della nostra esistenza e di quella dei nostri cari.
Direi che la base di partenza per le nostre riflessioni sia analizzare come questi farmaci vengono ideati e prodotti per poi dare risultati così scadenti.

La Filiera Del Farmaco
Più che dare qualche altra cifra o nome di farmaco inquisito o additato per la sua nocività o inefficacia (Lipobay, Bactrim, AZT [14], Tamoxifene, ecc.) mi preme qui andare alla radice del problema, ossia analizzare il processo di come si arriva alla produzione e commercializzazione di un farmaco.
Lì c’è tutto. Capito il funzionamento, capito tutto.
Per adesso e per sempre (se non cambia qualcosa). Va rimossa cioè, la diffusa convinzione di fondo secondo cui le case farmaceutiche con l’aiuto delle ricerche di scienziati di provato ingegno e bontà d’animo lavorano per il benessere dell’umanità alla ricerca di farmaci che ne allevino la sofferenza. Questo poteva essere vero sino agli anni Cinquanta o forse Sessanta del secolo scorso.
Su meccanismi e le finalità odierne delle fabbriche di medicinali sarei più dubbioso.
Certo non si può generalizzare ma vediamo come generalmente si articola il processo di fabbricazione d un principio attivo curativo. Allora, forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati.
Una molecola munita di un’attività terapeutica degna d’attenzione, in media riesce a diventare farmaco in un tempo medio di 15 anni. 
Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco [7] riescono ad aggirare il problema di fasi di studio e controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento convulso di cavie umane volontarie 
(pagate) in paesi del Terzo Mondo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli USA.
E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali 2.

Test Sperimentali
Le cavie a buon mercato per i laboratori europei (svizzeri, tedeschi ecc.) sono reclutate invece nei paesi periferici dell’Est europeo, paesi dove, al pari di altre zone economicamente depresse del pianeta, il rimborso ottenuto per farsi martirizzare è molto agognato.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari, in Russia 3.000 e nelle regioni più povere del mondo ancora meno. Ma i test di sperimentazione su cavie umane nei paesi poveri consentono, oltre che un risparmio economico, anche di risparmiare sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Ciò permette di arrivare prima sui mercati e cioè di brevettare prima.
Per capire l’importanza della velocità nel processo di realizzazione di un medicinale, si deve ricordare che un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco costa in media a un’azienda farmaceutica 2 miliardi e 600 milioni delle vecchie lire3.
Il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un’anima umanistica), ma è l’arrivare primi per brevettare prima4.
Seguire un protocollo di approvazione di un farmaco costa più o meno 300 milioni delle vecchie lire.
Ma sono 1 .000 i miliardi delle stesse che si possono ottenere sfruttando in esclusiva il farmaco arrivando per primi ai brevetti.
Sì, avete letto bene: plurale.
Per ogni farmaco si possono infatti fare più brevetti per prolungare l’agonia di speculazione: un brevetto sul processo di fabbricazione, uno sul metodo di somministrazione (compressa, siero, fiala ecc.), uno sulla posologia, uno sul principio attivo ecc. ecc.
Per dirla con le parole di uno scienziato “pentito” : “I test clinici sono oggi figli di una sola necessità: la ricerca di margini sempre maggiori di profitto. Non crederete mica che le società fanno esperimenti per pura ricerca scientifica“; così Benno Leutold, medico, scienziato e ricercatore per Roche, ha lavorato pure ad Harvard e poi nei laboratori americani dei National Health Institute5.
E sempre Leutold che ci informa inoltre che “Nessun test è in grado di stabilire con esattezza gli effetti collaterali e quelli clinici di un medicinale nell’arco dei 5-6 anni della sua sperimentazione. Un tempo ragionevole sono 30 anni. Solo allora si comprende l’intero spettro di azione di un farmaco6.
Anche su questo ci sarebbe da meditare parecchio. Qui sta la radice del problema. E ovvio cioè che la qualità di un medicinale rimane un punto interrogativo a lungo, checché ne dicano mass-media e riviste scientifiche di turno.
E dopo vent’anni di vita il brevetto svanisce e il farmaco viene spinto fuori dal mercato per il prezzo troppo basso7.
Si ha interesse quindi a cicli continui di nuovi prodotti.
A questo punto mi sembra importante rilevare che a capo dei dipartimenti delle case farmaceutiche non ci sono più medici o scienziati, come nei decenni addietro, ma economisti esperti.
Sono loro che decidono quali farmaci devono restare sul mercato e quali devono essere ritirati. Non vengono prese queste decisioni sulla base dell’efficacia di un medicinale o di una moralità legata allo stato terribile della sofferenza umana. 
Si decide sulla base del migliore investimento e resa economica.
 Si investe in quel farmaco che prospetta il maggior guadagno e si progetta un piano di lancio mass-mediatico ad hoc. 
Quando infatti un farmaco ha superato il test di fase 1, e si inizia a fare sperimentazione sui malati, si lascia trapelare la notizia ai giornali di un nuovo “miracoloso” prodotto in arrivo e le azioni in borsa della multinazionale che lo produce cominciano a lievitare
.
Spero di essere stato chiaro.
E la scusa che i prezzi dei medicinali sono alti perchè le industrie farmaceutiche devono ricavare grandi profitti da un farmaco per poter finanziare la ricerca e lo sviluppo di altre medicine ancora, è ormai palesemente scoperta: le case farmaceutiche investono nella commercializzazione dei loro farmaci il doppio di quanto investono in ricerca e sviluppo8.

La commercializzazione
E la commercializzazione è, parimenti alla sperimentazione, veramente senza scrupoli. 
Le case farmaceutiche possono, ad esempio, arrivare ad ampliare deliberatamente le indicazioni di un medicinale semplicemente per allargare il mercato dello stesso quando questo abbia qualche problema di smaltimento o abbia riscontrato scarso successo. Un farmaco autorizzato per la lotta al cancro in Europa può allora tranquillamente diventare un medicinale contro l’emicrania in Africa e magari a un prezzo decisamente superiore che non nel Vecchio continente, e venduto pure senza alcuna controindicazione allegata9.
Questo strapotere delle case farmaceutiche sta incontrando qualche resistenza in alcuni paesi del Terzo Mondo.
Ma l’attuale presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha sostenuto di voler difendere a ogni costo il copyright dei farmaci delle multinazionali [15] contro le decisioni “arbitrarie” di alcuni paesi appunto come la Thailandia e il Brasile che hanno iniziato a prodursi farmaci salvavita a prezzi abbordabili aggirando “illegalmente” i diritti dei brevetti delle case farmaceutiche occidentali.
Ma questo è un percorso scontato per il presidente USA, dato che fra i primi finanziatori della sua scorsa campagna elettorale figurano proprio le maggiori aziende farmaceutiche [7] americane (e non solo): Bristol-Myers, Squibb, Pfizer, GlaxoSmithKline, Schering Plough, che in quell’occasione gli donarono quasi 40 miliardi di vecchie lire.
Per concludere, vorrei dire che tutto il processo rigidamente vincolato dagli interessi economici sin qui descritto sta degenerando intenzionalmente in una corruzione estesa a tutto l’ambiente medico e scientifico, per cui non si può più a mio parere fare molto affidamento sulle affermazioni di un foglietto illustrativo di un farmaco [16].
Tre anni fa si parlava già in Gran Bretagna di una cifra ufficiale compresa tra l’1 e il 5% di ricerche scientifiche [17] contenenti dati e risultati falsificati [18], investigazioni autorizzate alla mano10.
Per gli Stati Uniti la stessa fonte riportava addirittura una cifra compresa tra il 24 e il 35% tra violazioni dei protocolli e falsificazione dei dati11. Ora la situazione è certamente peggiorata, nel senso che c’è più coscienza anche nell’ambiente medico che il fenomeno è generalizzato e che gli articoli e gli studi che vengono pubblicati sulle riviste, che stabiliscono lo status di un farmaco o di una ricerca, sono quasi sempre il risultato di un finanziamento o di un interesse diretto delle case farmaceutiche stesse.
Ad esempiorecentemente il New England Journal of Medicine, la rivista medico-scientifica più autorevole degli USA, ha dovuto pubblicamente ammettere che alcuni dei suoi articolisti più eminenti avevano interessi economici diretti, seppur sino ad alloraoccultati, in alcune case farmaceutiche che producevano farmaci della cui ricerca si erano occupati.
La corruzione ha poi anche altri aspetti.
In Portogallo un funzionario della Bayer ha soffiato ai giornali i nomi di 2.500 medici che risultavano sul libro paga della multinazionale affinché prescrivessero determinati farmaci.
Il signor Pequito, il nome di questo impiegato, nonostante la protezione della polizia, è già stato pugnalato due volte ed ha rischiato la vita.
Si capisce che a questi livelli la qualità e l’efficacia di un farmaco sono molto al di sotto come importanza dell’ufficio marketing dell’azienda che lo produce.
Ma il fenomeno non è solo americano o portoghese. Io credo sia piuttosto generalizzato.
In Gran Bretagna ad esempio “Un terzo del comitato britannico per la sicurezza dei medicinali ha dichiarato di aver dei vincoli economici con società farmaceutiche sui cui prodotti sono chiamati a emettere un’opinione”12. Meditiamo ancora con una bella pausa su quello che ciò significa.
Quindi, per finire, se ad esempio negli Stati Uniti la seconda (anno 2006) causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è… l’uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc.) direi che possiamo permetterci di non stupirci13. Questo non ci esime però dall’opporci.

Note 
1) Connor, Steve, “Glaxo chief: Our drugs do not work on most patients”, in The Independent, 8 dicembre 2003.
2) DaI sito www.comedonchisciotte.net [19]  che ne ha curato la traduzione.
3) Correggia, Marinella, “Big Pharma va alla sbarra all’Aja”, in Il Manifesto, 11 gennaio 2004.
4) Ginori, Anais, “L’Apartheid delle medicine”, in La Repubblica, 5 marzo 2001, pp. 16-17.
5) “Adesso la regola è diventata una sola, faster”, così Lembit Rago, direttore del Dipartimento farmaci dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Vedi il reportage pubblicato su La Repubblica del 6 maggio 2001, pp. 14-15.
6) Intervista a Benno Leutold comparsa su La Repubblica del 6 maggio 2001, p. 15.
7) Intervista a Senno Leutold, cit.
8) Al termine del brevetto i prezzi dei farmaci crollano del 70%.
9) Le Carré, John, “La mia guerra all’industria del farmaco”, in La Repubblica, 21 febbraio 2001, pp. 38-39.
10) Le Carré, John, “La mia guerra all’industria del farmaco”, cit.
11) Un agenzia Reuters da Londra deI 15 gennaio 2001, ripresa e commentata dal dott. John Mercola nel suo visitatissimo sito www.mercola.com [20]
lbid.
12) Le Carré, John, “La mia guerra all’industria del farmaco”, cit.
13) In particolare negli USA le medicine sono la terza  (anno 2000 – nel 2006 ormai e’ divenuta la seconda…) causa di morte comune. Che non è poco.
Cfr. Journal of the American Medical Association, voI. 284, 26 luglio 2000.
By Valerio Pignatta

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il tradimento della medicina [21] in nome del profitto economico
Col passare degli anni l’industria dei farmaci [7] ha totalmente perso la sua vocazione. E’ diventata una macchina per soldi; vende farmaci, talvolta neanche tanto efficaci, ed esercita il suo potere piegando ai propri interessi tutti quelli che incontra sulla sua strada.
Oggi le strategie di marketing delle maggiori case farmaceutiche [22] prendono massicciamente di mira le persone in perfetta salute; i fattori di rischio ed i parametri per valutare ogni singola patologia vengono, pertanto, consapevolmente modificati al fine di  far rientrare sempre più individui tra i “malati” bisognosi di farmaci.

Attraverso campagne promozionali che sfruttano le nostre più ataviche paure della morte, l’industria farmaceutica sta letteralmente cambiando il modo di intendere la condizione umana. Problemi lievi vengono dipinti come patologie gravi, per cui la semplice timidezza diventa sintomo di Fobia Sociale e gli impiegati distratti sono addirittura affetti da Disturbo da Deficit di Attenzione [23] !

Da una  recente ricerca condotta da Alan Cassels e Ray Moynihan, due famosi giornalisti scientifici americani,  si evince che soprattutto negli Stati Uniti, patria delle maggiori società farmaceutiche mondiali, la vendita di medicinali per il cuore e di antidepressivi è aumentata in maniera esorbitante, compiendo dal 1990 al 2000 un balzo del 300%.
Non sembra difficile credere a questi dati; basta guardarsi intorno per rendersi conto del fatto che sta cambiando notevolmente il modo in cui la gente si avvicina ai propri mali consueti, trasformando “processi naturali” in patologie mediche.
Le più comuni difficoltà sessuali vengono, perciò,  viste come disfunzioni da curare, il naturale cambiamento dell’organismo diventa una malattia da deficienza ormonale chiamata “menopausa”, qualunque tipo di instabilità emotiva va curata con gli psicofarmaci ed alla maggior parte degli uomini di mezza età in perfetta forma vengono diagnosticati disturbi cronici del colesterolo.
Fino agli anni ottanta il colesterolo nel sangue veniva considerato patologico soltanto se superiore ad un valore di 260mg/100ml.
Oggi la soglia è stata ridotta a soli 200mg/100ml….

Com’è potuto accadere questo,  vi chiederete ?
Pochi anni fa, in  America, è stata riunita una commissione di nove esperti che dopo diverse “ricerche” ha stabilito i nuovi standard. Otto, tra i nove esperti  della commissione, hanno preso soldi da diverse case farmaceutiche che producono farmaci anti-colesterolo  – www.nhlbi.nih.gov [24] .
Così è capitato anche per il valore della pressione arteriosa e della glicemia. Risulta evidente quindi come le aziende produttrici di farmaci abbiano assunto il totale controllo del mercato, promuovendo non solo le loro pillole campioni di incassi come il Prozac ed il Viagra ma, soprattutto, i disturbi per massimizzare le vendite di tali pillole.
Inutile dire che i modi alternativi di intendere o di curare le malattie ed abbassare le stime dei numeri di persone ritenute “malate” vengono sempre più spesso spazzati via da ondate di campagne pubblicitarie delle case farmaceutiche, aiutate da mass media affamati di titoli dal sapore tragico ed allarmante.
Posto che l’obiettivo primario sia quello di migliorare la salute delle persone, non è lecito chiedersi come mai almeno una parte dei  miliardi investiti per l’acquisto di  costosi farmaci non venga piuttosto spesa in campagne contro il fumo o eventi che  esortino a fare più movimento e a migliorare la propria dieta ?
L’industria farmaceutica intanto si difende, definendo le proprie campagne promozionali come un prezioso mezzo per fare chiarezza su malattie fraintese e fornire informazioni qualificate sui nuovi medicinali.
Ma queste campagne sono tutt’ altro che istruttive, al contrario, non fanno che offrire una visione distorta delle cause di ogni singola affezione esaltando i “benefici” dei farmaci e ridimensionandone i rischi.
Dove finiscono dunque la responsabilità nei confronti della comunità ed il dovere di contribuire positivamente alla salute di ogni individuo ?
Prendiamo come esempio il caso del Thimerosal [25], composto che viene utilizzato come conservante nella preparazione dei [26] vaccini [27] e delle soluzioni disinfettanti.
Alla fine degli anni ’90,sulla base di diversi esperimenti effettuati, si è ipotizzato che ci fosse una forte connessione tra il Thimeriosal e l’insorgenza di disturbi autistici nei bambini eppure, nonostante l’avvertimento di diversi ricercatori e professionisti, l’OMS [28] (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) non ne sconsiglia l’uso ed in Italia è ancora presente in numerosi vaccini [29].
Purtroppo sono  numerosi i farmaci che, come il thimerosal, nonostante gli evidenti danni che possono causare, continuano rimanere sul mercato !

Cosa si può fare, dunque ? Bisognerebbe innanzitutto cambiare le regole.
Le industrie intenzionate a immettere  un nuovo farmaco sul mercato dovrebbero  poter, innanzitutto, dimostrare che tale farmaco sia meglio di quelli già esistenti e non che si tratta dell’ennesima  pillola di placebo [30].
Ma per le riforme, si sa, ci vuole tempo e intanto i medici [31] continuano a prescrivere farmaci anche per disturbi lievi. Allora sono i pazienti a doversi informare, chiedere chiarimenti ai propri medici, domandare se sia proprio necessaria l’assunzione di un medicinale.
Certe volte è sufficiente cambiare un po’ lo stile di vita. Senza contare che la maggior parte dei disturbi, come sono venuti, tante volte vanno via da soli.
By Ada Insigne – 16/09/2006 – Tratto da: http://satirarte.splinder.com [32]

———————————————————————————————————————————-

 


Article printed from STAMPA LIBERA: http://www.stampalibera.com

URL to article: http://www.stampalibera.com/?p=50655

URLs in this post:

[1] http://www.mednat.org/mercato_salute.htm: http://http://www.mednat.org/mercato_salute.htm

[2] L’http://www.mednat.org/mercato_salute.htm

[3] F.D.A.: http://www.fda.org/

[4] e di molti Farmaci e Vaccini: http://www.rai.tv/mpprogramma/0,,RaiTre-Report%5E17%5E5685,00.html

[5] Food and Drug Administration: http://www.mednat.org/fda_ritira.htm

[6] FDA: http://en.wikipedia.org/wiki/Fda

[7] industria farmaceutica: http://www.mednat.org/big_farma.htm

[8] FDA: http://it.wikipedia.org/wiki/Food_and_Drug_Administration

[9] http://www.oggi7.info/2007/08/31/147-il-profitto-costo-della-salute: http://www.oggi7.info/2007/08/31/147-il-profitto-costo-della-salute

[10] Cure naturali: http://www.mednat.org/cure_natur/cure_nat_base2.htm

[11] mediche alternative: http://www.mednat.org/cure_natur/cure_nat_base.htm

[12] medicine alternative: http://www.mednat.org/medicina_alternativa.htm

[13] farmaci: http://www.mednat.org/pericolo_farmaci.htm

[14] AZT: http://www.mednat.org/aids/azt.htm

[15] multinazionali: http://www.mednat.org/multinazionali.htm

[16] foglietto illustrativo di un farmaco: http://www.mednat.org/bugiardino.htm

[17] ricerche scientifiche: http://www.mednat.org/ricerca_mani.htm

[18] risultati falsificati: http://www.mednat.org/rivistemediche.htm

[19] http://www.comedonchisciotte.net: http://www.comedonchisciotte.net/

[20] http://www.mercola.com: http://www.mercola.com/

[21] medicina: http://www.mednat.org/ippocrate.htm

[22] case farmaceutiche: http://www.mednat.org/big_farma_sind-Rock.htm

[23] Disturbo da Deficit di Attenzione: http://www.mednat.org/vaccini/adhd.htm

[24] http://www.nhlbi.nih.gov: http://www.nhlbi.nih.gov

[25] Thimerosal: http://www.mednat.org/vaccini/mercurio_neivaccini.htm

[26] viene utilizzato come conservante nella preparazione dei: http://www.mednat.org/vaccini/contenuto_vaccini.htm

[27] vaccini: http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base3.htm

[28] OMS: http://www.mednat.org/oms.htm

[29] vaccini: http://www.mednat.org/vaccini/vaccini_base2.htm

[30] placebo: http://www.mednat.org/cure_natur/placebo.htm

[31] medici: http://www.mednat.org/medici_impreparati.htm

[32] http://satirarte.splinder.com: http://satirarte.splinder.com

Annunci

Informazioni su totolemako

vecchio studente con curiosità nuove e infinite delusioni dalla stampa omologata Vedi tutti gli articoli di totolemako

One response to “L’F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITA’ dei CIBI TRANSGENICI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: