Apocalypse now… a Brescia


monsantoland1 [1]

CHI DOBBIAMO LINCIARE?

Riccardo Iacona, nell’ultima puntata di Presa Diretta su Rai 3, porta a conoscenza dell’italia intera uno scandalo di proporzioni bibliche. I cittadini bresciani oggi si svegliano consapevoli di vivere in un territorio fra i più inquinati al mondo, nel quale le acque, i terreni, la vegetazione e gli animali hanno livelli di PCB migliaia di volte superiori a quelli consentiti per legge (1) [2]. Sono inoltre decenni che esiste questa situazione, ma è stata taciuta, occultata e nascosta ai più. La città di Brescia è, insieme alla città di Anniston negli USA, la seconda città al mondo per gravità dell’inquinamento nelle acque e nel suolo, contaminate da PCB (2) [3]. Le pubbliche autorità, preposte a difendere il territorio bene pubblico ed i cittadini residenti, non hanno svolto il loro lavoro di difesa del bene comune, ma sono state quantomeno incompetenti e/o omertose a favore di privati ammanicati in vario modo con politici locali e nazionali. E , indovina un po’, quali politici e quali privati? Il Partito Dementocratico di Gargamella coi ‘capitani coraggiosi’ dalemiani, in testa fra tutti il Gnutti, compare di merende (pardon, di scalate), di Colaninno & soci. Costoro, paraculati sotto l’ala protettrice di mamma PD hanno scorrazzato in lungo ed in largo per anni nell’economia italiana, portando distruzione e devastazione in tutte le aziende pubbliche e private che hanno toccato nel loro ‘girovagare’. Attila a confronto era un chirichetto. Ma nel 2001 la magistratura non poteva procedere, figurarsi, l’ex sindaco di Brescia (targato PD, ma guarda un po’) illustrissimo Corsini, non poteva costituirsi parte offesa in un processo contro i compagni di merende, ovvio. E così il tutto finì archiviato, o meglio, rimandato. Un bubbone di questa portata non poteva rimanere a lungo intatto, prima o poi sarebbe scoppiato. E questa bella manovra procrastinatrice ha dato tutto il tempo a Gnutti di fare le sue solite manovre creative per tirarsi fuori dalla Caffaro e lasciarla fallire. Quindi ora ci ritroviamo con i soliti italici scaricabarile e con la Caffaro fallita. Ma siccome il danno c’è e tutto il territorio bresciano è da bonificare, con costi miliardari, chi pensate che debba scucire i quattrini, miliardi e miliardi di euro per i prossimi enne anni a venire? Indovinato, noi cittadini italiani tutti. E con l’economia oramai distrutta che ci ritroviamo.

Dovete sapere che il PCB è una brutta bestia, entra soprattutto nei sistemi acquosi, penetra nel corpo degli animali ed essendo liposolubile, passa e si accumula nei tessuti adiposi. La tossicità diretta non è quella più pericolosa, in quanto per uccidere un topo occorrono circa 5 grammi di PCB per ogni chilo corporeo, invece è la somministrazione prolungata e quindi l’accumulo che porta alla morte. Il PCB penetra e si diffonde nel fegato, nei tessuti nervosi e in tutti gli organi e tessuti ad alta componente lipidica. Oltre a provocare diversi tipi di cancro, l’esposizione prolungata al PCB “scassa” letteralmente il sistema immunitario e l’apparato endocrino, con conseguenze molto gravi. Basti dire che incidenze per morte di cancro al fegato è del 58% superiore per un bresciano rispetto a qualunque altro abitante del nord italia. La produzione di PCB è stata vietata per la prima volta in Giappone nel 1972, a seguito di un incidente che coinvolse 2000 persone. Successivamente, fu vietata negli Stati Uniti a partire dal 1977, e in Italia a partire dal 1983. In quell’anno ha terminato l’attività l’unico stabilimento italiano che produceva PCB, situato a Brescia. L’azienda locale Caffaro produceva PCB dal 1932, a seguito dell’acquisizione dalla Monsanto, nel 1930 dei diritti di utilizzo di tale brevetto. Brescia ed Anniston, negli USA, rappresentano i maggiori casi a livello mondiale di contaminazione da PCB nelle acque e nel suolo, in termini di quantità di sostanza tossica dispersa, estensione del territorio contaminato, numerosità della popolazione coinvolta, durata della produzione. I valori rilevati dalla ASL bresciana sono dal 1999, anche 5000 volte al di sopra dei limiti fissati dal DM 471/1999 (livelli per area residenziale, 0,001 mg/kg). A seguito di quella ed altre indagini, a giugno 2001 viene presentata una denuncia di disastro ambientale alla Procura della Repubblica di Brescia. Altre indagini a campione sulla popolazione bresciana adulta hanno evidenziato che i residenti di alcune aree urbane hanno valori di PCBemia superiori anche di 10-20 volte rispetto quelli di riferimento (3)[4]. Ma la MONSANTO è stata portata in tribunale, ha dovuto pagare 700 milioni di dollari ai cittadini che aveva inquinato e adesso si sta facendo carico di tutte le spese della bonifica. Da noi invece non è successo nulla, la Procura della Repubblica non ha portato a processo i dirigenti della Caffaro, la Caffaro nel frattempo è fallita e non esiste più e gli enormi costi della bonifica rimangono sulle nostre spalle. Dove troviamo adesso i miliardi di euro che servono per ripulire la città di Brescia?

Grazie PD. Ed ora, a pericolo scampato per Gnutti & soci di dover rifondere il danno, Rai 3 da il ‘LA’ per farne un caso nazionale. A pensar male si fa peccato…

Ascanio Montisci

 


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[2] (1): http://bracebracebrace.wordpress.com/tag/trezzano-sul-naviglio-sindaco-brescia-diossina-seveso-corsico-milanese/

[3] (2): http://it.wikipedia.org/wiki/Policlorobifenili

[4] (3): http://www.aslbrescia.it/bin/index.php?id=1621

 

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