PUO’ VERIFICARSI UN’ALTRA CHERNOBYL IN EUROPA ?


CHERNOBYL

ALEXANDER DONETSKY

strategic-culture.org

Nessun Europeo ricorderà cosa è accaduto esattamente il 26 aprile 1986 vicino a un posto di nome Chernobyl. Quel giorno è avvenuto il secondo più grande  incidente nucleare (dopo Fukushima). Non era la prima volta, qualcosa di simile era accaduta a Three Mile Island [Long Island erroneamente riportato nell’originale NdT], negli Stati Uniti. Allora dovettero essere trasferiti a migliaia e dovettero essere prese misure per contrastare la contaminazione radioattiva.

Ma [Three Mile Island] era lontana dall’Europa, a differenza di Chernobyl in cui la tragedia ha lasciato molte tracce in tutto il continente.
Sono passati 28 anni. Chernobyl è stata trasformata in un parco nazionale; l’impianto ha smesso di funzionare mentre il reattore è stato isolato dall’ambiente circostante. Il territorio è stato decontaminato con alti livelli di radiazione rilevati solo in pochi posti. Ma sarebbe esagerato dire Chernobyl non rappresenti più un pericolo. Un nuovo deposito per il combustibile utilizzato da Westinghouse verrà costruito entro il 2017. La costruzione, del valore di 800 milioni di dollari, sarà pagata dai cittadini europei che non hanno alcuna relazione alcuna con i produttori di combustibile nucleare degli Stati Uniti…

A prima vista, la costruzione di un deposito di scorie è una buona cosa per la protezione dell’ambiente. Ma l’Ucraina è un paese in cui infuria la guerra civile. I militanti neo-nazisti del Pravý Sektor [traducibile in Settore Destro dall’ucraino NdT], che hanno aiutato il Primo Ministro Arseniy Yatsenyuk a prendere il potere, hanno già minacciato di organizzare azioni di terrorismo nucleare. Hanno persino cercato di prendere la centrale nucleare di Rovno, situata a solo un centinaio di chilometri dalla Polonia. Le guardie hanno combattuto l’attacco ma da allora le unità del Pravý Sektor hanno acquisito armi pesanti.

E [questo] non è il peggior incubo per l’Europa. Si devono avere almeno un po’ di nozioni di base per distruggere un reattore. È assai peggio quando gli esperti coinvolti cercano di modificare i modi di funzionamento di una centrale. Per esempio, se si cerca di stoccare un tipo di combustibile non raccomandato per stoccaggio e uso [ci si riferisce all’estrema selettività del tipo di combustibile nucleare rispetto alle diverse centrali stesse NdT]. Nel 2000 il presidente Yushenko ha ordinato di sbarazzarsi del combustibile russo. L’impianto dell’Ucraina meridionale, vicino al Mar Nero, ha utilizzato il combustibile della Westinghouse. Ciò ha quasi portato a un incidente. Il rivestimento che circonda gli elementi di combustibile russi è realizzato con materiali assai diversi da quelli americani. Le apparecchiature di stoccaggio non riuscivano a gestire questo tipo di carburante. La centrale nucleare ha subito la depressurizzazione degli elementi di combustibile Westinghouse, i montanti hanno iniziato a deformarsi e le operazioni si sono completamente bloccate. Cercando di evitare una nuova Chernobyl, l’industria nucleare ucraina ha subito molti milioni di dollari di perdite durante il tentativo di riparare i danni causati dall’uso di combustibile americano. Ora il governo ucraino ha preso la decisione, alla cui base stanno motivazioni politiche, di utilizzare combustibile non-organico proveniente dagli Stati Uniti al posto di quello russo. Lo stoccaggio è necessario perché a differenza delle società russe, la Westinghouse non ritira il combustibile esausto al fine per destinarlo al riciclaggio. Al momento le radiazioni di provenienza americana minacciano gli europei a proprie spese.

Preparando a concludere l’accordo di associazione con l’Ucraina, l’Unione europea ha reso EURATOM parte di esso nel mese di ottobre 2013. L’Ucraina dipende in larga misura dall’energia nucleare. Imprese francesi e tedesche con grande esperienza nel business nucleare legato all’Energia guardano con interesse agli impianti ucraini che esportano parte della loro produzione in Europa. Naturalmente Francia e Germania vogliono approfittare della privatizzazione annunciata in Ucraina per acquisire ulteriori capacità di produzione di energia elettrica. Ma questi piani possono andare frustrati con EURATOM che si trova ad essere una parte [dell’accordo] priva di peso. L’esperienza dimostra come il carburante statunitense non possa essere utilizzato in Ucraina per motivi di sicurezza. Personale militare USA sta già tenendo in funzione la centrale elettrica nucleare di Zaporozhye tenendo a distanza i lavoratori ucraini, infischiandosene del fatto che questi ultimi abbiano la qualifica necessaria a far funzionare proprio i reattori di quel tipo. Nel caso specifico gli americani non sono neanche professionisti provenienti dalla Westinghouse, ma militari, cioè persone tipicamente non interessate alle norme di sicurezza. Si può solo immaginare che tipo di conseguenze ciò possa avere per l’Europa. Il piano nucleare sarà ancora operativo a seguito di questi esperimenti? Che dire degli «specialisti» americani che fanno funzionare altri impianti ucraini, ciò serve agli interessi delle imprese europee? Che cosa succederebbe se, oltre allo stoccaggio Westinghouse sito in Chernobyl, gli europei dovessero, a proprie spese, ripristinare i reattori danneggiati di altri impianti e decontaminare il territorio in Ucraina e in altri paesi?

La Francia ha sperimentato la pressione statunitense quando ha cercato di cercando di far sì che altre nazioni usassero il proprio combustibile nucleare invece di quello prodotto da Westinghouse. Di conseguenza, i Francesi hanno dovuto mettere da parte molte loro tecnologie e pagare autorizzazioni statunitensi per produrre ed esportare qualcosa che avrebbero [benissimo] potuto fare in modo indipendente.

La stessa cosa si svolgerà in Ucraina. Gli Stati Uniti sfruttano il potere che hanno su Kiev al fine di attuare il concetto americano di “Ucraina vista come hub energetico [il termine hub viene qui inteso come polo di produzione o concentratore di oleodotti e gasdotti NdT] dell’Europa». Come risultato, gli impianti ucraini utilizzeranno combustibile americano, correndo gli inevitabili rischi per la sicurezza. Ciò significa che i politici ucraini sono utilizzati per rendere l’Europa dipendente dalle forniture energetiche degli Stati Uniti, qualcosa che gli Stati Uniti hanno cercato di raggiungere da lungo tempo. L’«hub energetico» ucraino è un passo in avanti in questo piano. Non si tratta neanche di cadere sotto controllo, ma piuttosto di soccombere alla pressione se si ricorda il rischio [corso] nell’utilizzo di combustibile nucleare Westinghouse nelle centrali nucleari ucraine.

ALEXANDER DONETSKY

Fonte: www.strategic-culture.org

Link: http://www.strategic-culture.org/news/2014/07/29/san-another-chernobyl-occur-in-europe.html

29.07.2014

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di PG

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13734

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