Rassegna stampa su Ebola:


leggendo tra le righe, non è tutto oro quello che luccica

Ho effettuato una ricerca su internet riguardo ad Ebola ed al vaccino, ed ho letto alcune notizie fornite dai media, dalle cosiddette “fonti ufficiali”. Qui sotto un breve riassunto di tali notizie con alcuni miei commenti.

Iniziamo con un articolo di rainews il cui titolo che suona alquanto terrificante (diffusione del virus fuori controllo) da un lato e rassicurante dall’altro (nessuna reazione avversa ai vaccini sperimentati negli USA).

Il link per visionare il suddetto articolo è:
In esso leggiamo che Obama considera Ebola una minaccia globale e di conseguenza, trattandosi di una tale minaccia manderà in Africa i soldati a combatterw contro i virus, sperando che le armi intelligenti, i missili teleguidati e i sistemi di puntamento laser colpiscano i covi dei maledetti virus con precisione nanometrica …

Va bene per una volta stavo scherzando, non ho saputo trattenermi, però è vero che Obama ha deciso di mandare 3 mila militari in Africa Occidentale, in quanto secondo lui:

“L’epidemia di ebola è una minaccia alla sicurezza globale e il mondo ha la responsabilità di agire. È necessaria una risposta globale”

Quante belle parole … ricordano da vicino quelle che ogni due o tre anni i presidenti degli Stati Uniti pronunciano per giustificare le loro guerra in nome della democrazia e della libertà, nonché della sicurezza degli Stati Uniti contro gli stati canaglia, i comunisti, i Russi … guerre che sono costate la vita ad un milione di iracheni, due milioni di vietamiti e tanti altri (per non parlare dei milioni di persone che hanno perso la vita nelle operazioni di repressione attuate in tempo di pace dalle dittature che nel corso degli ultimi 50 anni gli Stati Uniti hanno appoggiato, fornendo loro armi e consiglieri militari, dal Salvador all’Indonesia).

Insomma, chi non conosce la storia recente, potrebbe persino essere tentato di credere a tante belle parole. Tra l’altro queste parole ricordano quelle del politico francese J. Attali il quale vedeva di buon occhio simili emergenze sanitarie perché spingevano il mondo a dotarsi di un unico governo globale, con un unico sistema sanitario ed un’unica polizia globale. Vedi una traduzione delle sue parole (con relativo commento) al link:
http://scienzamarcia.blogspot.it/2009/05/confessionisulnwo.html

Nell’articolo di rainews viene detto che oltre ai militari verrà spedito materiale medico, si creeranno ospedali da campo, si lavorerà per formare personale sanitario, per informare la popolazione, e si precisa che:

Il personale militare non fornirà direttamente assistenza sanitaria alle migliaia di pazienti, ma aiuterà a coordinare gli sforzi degli Stati Uniti e di varie organizzazioni umanitarie internazionali per contenere l’epidemia.

Tutto a posto allora? Sì forse, ecco, se non aveste letto il mio recente articolo forse finireste quasi per credere che di fronte a situazioni gravi non si può andare tanto per il sottile e occorre mandare in campo persone dure, addestrate ad affrontare la guerra e persino la morte. Peccato che non solo l’esercito USA ha una pessima reputazione (bombe nucleari sul Giappone, tortura e massacro delle popolazioni civili in Vietnam, uccisione di  migliaia di soldati Iracheni che si erano arresi e sventolavano la bandiera bianca alla fine della prima guerra del golfo persico, etc.) ma che proprio militari e scienziati degli Sati Uniti sono stati sospettati di avere causato la recente epidemia. La popolazione indigena ha infatti assaltato l’ospedale dove si eseguivano dei test per l’Ebola, perché pare che le persone sottoposte a test si ammalassero subito dopo. Tant’è che il governo della Sierra Leone ha ordinato che tali test venissero fermati. Chi fosse scettico a riguardo di quanto appena affermato farebbe bene a leggersi l’articolo dove sono indicate tutte le fonti.
E adesso passiamo alle “buone notizie” sul vaccino
Sperimentazioni vaccino: nessuna reazione avversa
Oh, che bello! Però andiamo a leggerci la notiza per intera
Il vaccino, sviluppato da laboratorio GlaxoSmithKline con l’Istituto della salute americano, e che ha dato ottimi risultati sulle scimmie, è stato sperimentato negli Stati Uniti su dieci volontari dal 2 settembre. “Finora non ci sono segnali” che indichino reazioni gravi (…)
Quindi il vaccino avrebbe dato ottimi risultati sulle scimmie e i 10 volontari umani non hanno avuto finora reazioni gravi. Di conseguenza siamo autorizzati a pensare che forse ci sono state reazioni non molto gravi, che erano solo dieci, che una reazione molto grave che avvenga di norma nel 5% della popolazione vaccinata potrebbe non essersi presentata, che l’assenza di reazioni gravi non significa che il vaccino offra protezione concreta contro l’agente infettivo, che il sistema immunitario delle scimmie è diverso dal nostro. Il vaccino in questione, ad ogni modo è stato sviluppato dalla GSK, una di quelle aziende che ha profittato enormemente della cosiddetta “pandemia di influenza suina” (2009).
In quel caso milioni di dosi furono acquistate dai governi di quasi tutti i paesi occidentali, la maggior parte di esse non furono mai utilizzate (perché gran parte della popolazione le rifutò) e le aziende produttrici fecero soldi a palate. Da notare che tali aziende  avevano fatto uno stranissimo contratto preventivo con i governi, un contratto che sarebbe entrato in vigore automaticamente in caso di dichiarazione di “pandemia” da parte dell’OMS. E guarda caso l’OMS poco prima che ci fosse l’epidemia di influenza suina aveva modificato il significato di pandemia, in modo tale che anche una banale influenza potesse essere considerata tale. Le prove dettagliate di quando sopra esposto le ho raccolte anni fa in un dossier (scienzamarcia.altervista.org/suina.html).
L’articolo di rainews si chiude informando che l’Unicef chiede soldi per curare e prevenire il contagio tra i bambini africani (possiamo tradurre forse che l’Unicef, come al solito, chiede soldi per vaccinare i bambini, invece che per fornire loro acqua potabile), che circa la metà delle persone contagiate è deceduta, e che la conta dei morti è arrivata a 2226 di cui 144tra gli operatori sanitari.

Passiamo adesso ad una notiza dell’ANSA, sulla guarigione di un medico che era stato colpito dall’Ebola, il cui titolo entusiasmante è “Guarito il medico USA curato con il vaccino sperimentale”. Tale notizia la si può leggere al link:

La lettura integrale dell’articolo però lascia molto perplessi, perché se è vero che due americani (un medico ed un infermiera) rimpatriati in gravissime condizioni, sarebbero adesso guariti, è anche vero non sono stati trattati con un vaccino (e come potrebbero visto che il vaccino si usa per prevenire la malattia e non per curarla) ma con un siero sperimentale, e per giunta non c’è nessuna certezza che siano guariti grazie ad esso. Qui di seguito le testuali parole dell’articolo.

rimane altrettanto indefinito il contributo dato alla loro guarigione dal siero sperimentale ZMapp: “Non sappiamo assolutamente che ruolo il siero abbia giocato nella loro ripresa – ha precisato Bruce Ribner – non sappiamo se il composto abbia aiutato o non abbia fatto alcuna differenza”.
“Ma ciò di cui siamo certi – ha proseguito Ribner – è che portare questi due pazienti negli Stati Uniti è stata la cosa giusta, abbiamo potuto trattarli con tutte le terapie di sostegno nelle crisi, quali l’idratazione, la ventilazione ed altro che di certo hanno fatto loro bene.

Il guaio è che le tante persone che si soffermano più sul titolo e sul sottotitolo che non sul corpo dell’articolo potrebbero illudersi che il vaccino c’è, funziona e che la guarigione dei due operatori sanitari ne è l’incontrovertibile conferma (tra l’altro una terza persona trattata con lo stesso  siero è morta, ci informa un altro articolo dell’ANSA).
  
Interessante è anche la richiesta da parte dell’organizzazione Medici Senza Frontiere, (l’ennesima organizzazione super-vaccinatrice) di “un maggiore coinvolgimento di OMS e CDC”, laddove il CDC (lo statunitense centro per il controllo delle malattie) è proprio quell’ente che collaborava nei tanto discussi test che si facevano in Sierra Leone all’ospedale di Kenema, e l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) è quella che, in occasione dell’epidemia di influenza suina, ha prima ridefinito il significato di “pandemia” e poi (anche a causa della presenza nelle sue commissioni di esperti pagati dalle aziende produttrici di farmaci e vaccini) raccomandato una campagna di vaccinazione globale. Per maggiori informazioni vedi un articolo corredato da tutte le fonti:

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