L’oligarchia accademica


Il controllo della ricerca scientifica nella società globalizzata

Oligarchia accademica: 6 grandi multinazionali controllano tutte le pubblicazioni scientifiche-

L’oligarchia accademica, questa è la definizione corretta che si può attribuire ad un gruppo di società editoriali che decidono quello che si può pubblicare all’interno del mondo della conoscenza scientifica.


Il controllo della conoscenza è una vecchia pratica ancestrale. Se verifichiamo nella storia dell’umanità la cosa più probabile è che rimandiamo all’esempio della Chiesa cattolica che un tempo si accaparrava tutti i libri che, nel Medio Evo, costituivano allora la principale fonte della conoscenza esistente, nel corso della Età Media e delle decadi successive.


Il problema di quanto poche persone possano avere il controllo su di una porzione considerevole della conoscenza, è evidente. Se questa informazione si genera e si diffonde in sintonia con dei programmi particolari (detenuti da gruppi di interesse), allora le ripercussioni, ad esempio l’uniformità, possono risultare abbastanza costose per una società.

All’interno dell’ambito scientifico è ben risaputo che, in buona misura, la legittimità di uno studio o di una ricerca viene determinata dalla pubblicazione scientifica su cui si appoggia tale lavoro. Prendendo questo in considerazione, appare chiaro il potere di fatto che possono esercitare queste pubblicazioni per convalidare e ufficializzare la conoscenza scientifica. Tuttavia, se comunque la esistenza di filtri sembra un fatto abbastanza sensato, il problema è che queste pubblicazioni -giornali altamente specializzati nei distinti rami della scienza- siano agglomerati intorno al sei grandi gruppi editoriali (quelli che appaiono nello schema fotografico sotto riportato ed incluso in questo articolo).

Academic-Oligarchy-large

Questo non significa che le società che controllano una buona parte del panorama scientifico-editoriale abbiano necessriamente dei programmi occulti o che lavorino in accordo con interessi coperti, un qualche cosa che ignoriamo (ma che potrebbe indurre a dei sospetti sugli interessi che si trovano dietro alcune conoscenze scientifiche con applicazione ad es. nella medicina o nei settori industriali, energetici, ecc..).

Tuttavia è abbastanza ovvio che, se questo flusso di informazioni scientifiche dipende da un gruppo ristretto di persone, allora il potere indiretto  nella pubblicazione e diffusione della conoscenza potrebbe finire alleato ad interessi associati a questi sei grandi gruppi.

Un recente studio della Università di Montreal, attraverso della sua School of Library and Information Science, ha avvertito che, nel corso degli  ultimi decenni, i media specializzati in scienze si sono raggruppati in grandi società, che sono quelle che, fino ad un certo punto, determinano quello che va a comporre lo sviluppo scientifico della scienza attuale. Rispetto a questo problema, il professor Vincent Lariviere, il quale ha condotto lo studio, ha affermato in una intervista per il sito Waking Times:

“Le grandi editoriali controllano di fatto più della metà del mercato degli studi scientifici, tanto nelle scienze naturali come quelle mediche, sociali ed umane. Inoltre, queste grandi editoriali commerciali hanno enorme volume di vendite, con margini di guadagno di circa il 40%. Se pure si riconosca che le grandi società editoriali hanno svolto storicamente un ruolo vitale nella diffusione della conoscenza scientifica nell’epoca della stampa, risulta discutibile se, ancora oggi, nell’epoca del digitale, siano necessarie”.
Non tralascia di risultare paradossale, in primo luogo che la comunità scientifica, la quale attraverso degli anni si è guadagnata la sua autonomia, abbia finito con l’ingabbiarsi in un modello sotto il quale il suo sistema di legittimazione e diffusione rimane nelle mani di sei grandi gruppi editoriali- una congregazione che è stata definita come “oligarchia accademica”.

In secondo luogo sembra che la rilevanza di queste pubblicazioni già potrebbe considerarsi piuttosto transitoria, in un’ epoca in cui la possibilità di pubblicazione di contenuti sulle piattaforme digitali si trova alla portata di chiunque.

Nota: La questione riporta di attualità un vecchio dibattito sull’autonomia delle scienze rispetto al mondo globalizzato e quanto il sapere scientifico sia collegabile con i grandi centri di interessi che determinano le principali scelte economiche nell’ambito dei poteri dominanti globali.

Fonte: Pijamasurf.com

Traduzione e nota: Luciano Lago

http://www.controinformazione.info/il-controllo-della-ricerca-scientifica-nella-societa-globalizzata/#more-12259

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