Zika, il nome di un’epidemia balzata all’attenzione dei media.

Una storia piena di errori e opportunismi, speculazioni, strumentalizzazioni di lobby e giochi politici. E disinformazione.

 

E’ da qualche tempo che l’epidemia brasiliana del virus zika è al centro dell’attenzione della stampa. Quello che si è capito è che si tratta di un virus trasmesso tramite una zanzara, la Aedes aegypti, e che può causare la microcefalia nel caso in cui colpisca donne in gravidanza:

microcefalia

 

Il timore è che si possa generare una pandemia dalle gravi conseguenze sui nascituri anche perché non esiste al momento un vaccino efficace contro la malattia. Per gli adulti il rischio invece è modesto.

Questi gli elementi di base della vicenda, ma ad approfondire si trova una realtà diversa da quella proposta dai grandi mezzi d’informazione, uno specchio di come vanno realmente le cose.

La prima cosa che scopriamo e che è stata ampiamente taciuta, è che all’origine della diffusione anomala di zanzare Aedes aegypti, sta un’infelice operazione portata avanti dalla società Oxitec specializzata nel controllo delle popolazioni di insetti con metodi innovativi. Nel caso specifico l’Oxitec ha operato con l’intenzione di ridurre il numero di zanzare Aedes aegypti che sono

vettori anche della febbre Dengue, a tal fine la società nel 2015 ha liberato nell’ambiente interessato un elevato numero di zanzare maschio modificate geneticamente per dare larve destinate a morire prima di diventare a loro volta zanzare, come testimoniato da un loro comunicato: Oxitec mosquito works to control Aedes aegypti in dengue hotspot. Quello che la Oxitec non ha però considerato adeguatamente, sebbene ne fosse pienamente a conoscenza, è che la sterilità programmata di queste zanzare modificate è annullata dalla presenza dell’antibiotico tetraciclina, come testimonia un documento della stessa Oxitec: Eliminating tetracycline contamination.
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Il documento in cui si parla del  rischio dell’utilizzo della zanzara geneticamente modificata in aree con presenza di tetraciclina è stato inizialmente classificato come riservato (non è chiaro per quali vie sia stato infine pubblicato ndr), si può quindi ipotizzare che le autorità brasiliane possano essere state tenute all’oscuro del pericolo che le zanzare liberate potessero risultare non solo inefficaci ma potenzialmente infestanti.
Ecco quindi che la liberazione di zanzare Aedes aegypti geneticamente modificate in un ambiente ricco di tetraciclina si è trasformata in una dannosa operazione di ripopolamento di zanzare sul territorio interessato.

Che alla Oxitec non sapessero che proprio il Brasile, secondo i dati di un rapporto del TRADE AND AGRICULTURE DIRECTORATE COMMITTEE FOR AGRICULTURE,  figura al terzo posto nella classifica mondiale dei paesi che fanno maggior uso di antibiotici (tra cui la tetraciclina) negli allevamenti sarebbe oltre il limite del credibile.
Una volta liberate le zanzare in un ambiente inadatto, esse hanno veicolato il virus Zika dando origine al focolaio di epidemia nella regione sud americana. A questo punto inizia un nuovo capitolo di questa incredibile vicenda. Sebbene si tratti di un virus conosciuto da 70 anni e considerato ampiamente innocuo, qualcuno ad un certo punto ha proposto una correlazione tra la presenza del virus Zika e la segnalazione di casi di microcefalia. In realtà si tratta di una trentina di casi sospetti sulle migliaia di nati nell’area interessata, una correlazione troppo debole per giungere a delle conclusioni. Come affermato dall’OMS, e confermato in un’intevista a TEMPI del prof. Carlo Federico Perno, docente di Virologia all’università di Roma Tor Vergata, per fare affermazioni del genere servirebbe una casistica “enormemente più ampia”. All’errore della diffusione di zanzare del genere Aedes nella regione sudamericana, si aggiunge quindi un immotivato allarmismo sulle conseguenze della malattia sulle gravidanze.

A questo punto, come se la fiera degli errori non fosse già nutrita, arriva a fare la sua parte l’ONU che per mezzo dell’Alto Commissariato per i diritti umani non si lascia sfuggire l’occasione di raccomandare aborto e contraccezione, come riferito su Repubblica il 5 febbraio: Zika, l’appello dell’Onu: “I paesi più colpiti autorizzino contraccezione e aborto”. L’ONU a quanto pare ha un’unica ricetta per tutti problemi dei paesi in via di sviluppo, che i loro probemi siano la fame o le malattie, la medicina è sempre la stessa: preservativi e aborto. Nel nome dei “diritti” umani, s’intende.

Contemporaneamente gli USA, sulla scia dell’allarme incautamente suscitato, suggerivano ai loro atleti di non partecipare alle prossime olimpiadi che si terranno in Brasile, come riportato su tutte le testate, tra cui il Sole 24ore:

L’incubo Zika sulle Olimpiadi. Gli atleti statunitensi preoccupati per l’emergenza scatenata dal virus – trasmesso dalla zanzara Aedes aegypty e potenziale rischio per le donne incinte – potranno decidere di non partecipare alle Olimpiadi 2016 in Brasile.

Francamente sorprende questa preoccupazione per le atlete USA in quanto in genere le donne incinte non partecipano a competizioni agonistiche. L’unica possibilità è che essendo le olimpiadi diventate sempre più luogo diprestazioni erotiche non inferiori a quelle sportive, il timore sia che le atlete USA possano rimanere incinte proprio nel corso dei giochi.

L’apoteosi delle strumentalizzazioni non sarebbe stata però completa senza l’immancabile collegamento con il Global Warming, infatti ecco che arriva puntuale la dichiarazione di Daniel Brooks, un biologo alla University of Nebraska-Lincoln riportata sul Guardian.

“Avremmo dovuto aspettarcelo. Ogni volta che il pianeta ha affrontato un grande cambiamento climatico, causato o non dall’uomo, le specie si sono spostate e i loro patogeni sono venuti in contatto con specie senza resistenza.”

I cambiamenti climatici hann

o però degli effetti ben strani, come riportato sul sito dei CDC (Centers for Disease Dontrol and prevention), fino al 2015 il virus Zika era localizzato solo in Africa, Asia e alcune isole del Pacifico, affermare adesso che sia giunto in Brasile solo perché ha fatto un po’ più caldo richiede una dose notevole di immaginazione, come può infatti un fattore climatico aver fatto attraversare degli oceani ad una zanzara infetta? Semmai l’attenzione avrebbe dovuto essere puntata sui viaggi aerei e la realtà degli spostamenti veloci, al riguardo qualcuno punta l’attenzione sui campionati mondiali di calcio del 2014.

Potenza di una zanzara, la Aedes aegypti con le sue minuscole dimensioni è riuscita a smuovere una campagna ONU per l’aborto, a far ventilare un boicottaggio alle olimpiadi del Brasile e a portare acqua al mulino dei catastrofisti climatici. Un bel risultato, non c’è che dire.
Chissà se il proprietario del virus Zika potrà essere chiamato a rispondere di tutti i danni provocati dalla sua microscopica proprietà.

E qui si aggiunge un altro oscuro aspetto della vicenda Zika: il virus ha un proprietario. Si tratta di un virus distribuito dalla ATCC, una società di proprietà dei Rockefeller, che lo commercializza per poche centinaia di Dollari:

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Come è visibile nella dicitura in

alto si tratta di un organismo coperto da marchio commerciale (TM), appartenente alla società ATCC. Qualcuno dovrebbe eventualmente verificare se anziché delle improbabili responsabilità del riscaldamento globale, non esistano delle responsabilità della ATCC nella vendita del virus.

Riguardo la commercializzazione dei virus, ricordiamo che nel 2014 era scoppiato uno scandalo riguardo alle società che ne effettuano la vendita, ne aveva parlato ampiamente l’Espresso in un articolo intitolato “Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti“, all’epoca un’inchiesta dei NAS di Roma aveva portato alla luce un sospetto traffico di virus finalizzato alla speculazione sulle epidemie:

Al centro c’è un groviglio di interessi dai confini molto confusi tra le aziende che producono medicinali e le istituzio


ni pubbliche che dovrebbero sperimentarle e certificarle. Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: emerge un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie, sia per proteggere la popolazione che per difendere gli allevamenti di bestiame. In un caso, ipotizzano perfino che la diffusione del virus tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.

Non possiamo dire che i pesanti sospetti sollevati a suo tempo dai NAS siano necessariamente riferibili anche alla vicenda del virus Zika, ma indubbiamente qualche riflessione va fatta.

Ricapitolando abbiamo:

A- una società biotech che diffonde, nonostante la potenziale pericolosità del prodotto, la zanzara geneticamente modificata Aedes aegypti;

B- una società che commercializza il virus Zika, veicolato dalla Aedes aegypti, che apparirà in Brasile;

C- un medico che scatena un allarmismo con un’affrettata conclusione sulla correlazione tra infezione da virus Zika e microcefalia, su questo allarmismo si scatena la corsa al vaccino;
Gli effetti indotti da questa epidemia artificiale sono:

1- la pesante presa di posizione dell’ONU sul varo di una legislazione più permissiva in tema di aborto;

2- la presa di posizione USA nei confronti delle olimpiadi in Brasile;

3- per ultimo, un’ulteriore conferma della pericolosità del Global Warming.

Allo stato attuale non sembra che i veri responsabili dell’epidemia e del procurato allarme debbano preoccuparsi di essere sottoposti ad un’indagine giudiziaria. Al contrario le madri delle zone colpite e i loro figli pagano un pesantissimo prezzo, e così l’economia del Brasile e la corretta informazione.

Una storia istruttiva su come vadano le cose al mondo. Una storia che non leggeremo sui grandi media.

 
 http://www.enzopennetta.it/2016/02/zika/

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