Non ditelo a Bergoglio..


Monsanto, e non il Virus Zika, dietro alle malformazioni fetali in Brasile? Quello che sappiamo.

Mentre i media americani, sotto campagna elettorale, spandono terrore e Obama chiede quasi 2 miliardi di dollari per prevenire le infezioni di Virus Zika, il nesso tra l’agente patogene e le malformazioni fetali viene messo in discussione da molti ricercatori. Un gruppo di medici argentini puntano il dito contro il pyriproxyfen, che sarebbe prodotto da una succursale della Monsanto, ma la Monsanto nega in una nota ufficiale, mentre Fortun bolla tutto come l’ennesima teoria della cospirazione.

Monsanto o Zika Virus - Quello che davvero sappiamo

Sui giornali di tutto il mondo, da qualche settimana a questa parte, sono stati versati fiumi di inchiostro sui casi di microcefalia in Brasile. Il collegamento con il Virus Zika è stato dato per scontato (per leggere la storia della nascita del virus: “Zika Virus, la scimmia Rhesus 766 e Rockefeller“). Un gruppo medico di ricercatori argentini ha sostenuto che le malformazioni siano al contrario la conseguenza del versamento di un larvicida tossico nelle tubature idriche. A Pernambucolo stato in Brasiledove è esploso il primo focolaio, si sono verificati il 35% dei casi di microcefalia. Secondo i ricercatori, il governo brasiliano avrebbe aggiuntopiriproxifen (o pyriproxyfen) nell’acqua potabile, un pesticida larvicida, facendo aumentare la proliferazione della zanzara Aedes aegypti, veicolo dello Zika Virus. Il pyriproxyfen sarebbe stato aggiunto fin dal 2014 ai rifornimenti idrici, nei contenitori di acqua potabile del paese, al fine di controllare e di bloccare lo sviluppo delle larve di zanzare.

Chi produce il piriproxifen?

Il pyriproxyfen è una sostanza chimica che regola la crescita ormonale di alcuni insetti e la sua somministrazione crea una serie di squilibri fisiologici che portano alla morte dell’insetto. È stato prodotto dalla Sumitomo Chemical e, scorrendo le pagine web dello U.S National Library of Medicine, si scopre che la sostanza viene prodotta dalla sede distaccataSumitomo sita a Willoughby, Ohio. Sul sito web di questa società si afferma che il piriproxifen non crea danni agli uccelli, né ai pesci né ai mammiferi. Peccato però che sugli insetti tale sostanza sia letale, anche se ad oggi è tutto da provare che questo larvicida causi la microcefalia sui neonati. Tuttavia, tale sostanza interviene sul sistema nervoso centrale e periferico umano, creando nausea, vomito, diarrea, difficoltà di respirazione e sintomi di debolezza muscolare. I governo locale del Rio Grande do Sul, nella parte meridionale del Brasile, a titolo precauzionale ne ha sospeso l’uso.

La Sumitomo Chemical ha rilasciato una dichiarazione per ribadire la sicurezza del prodotto: “Il piriproxifen, dopo aver attraversato numerosi test tossicologici, non ha mostrato effetti sul sistema riproduttivo o del sistema nervoso dei mammiferi, ed è stato approvato e registrato per l’uso negli ultimi 20 anni dalle autor

ità di circa 40 paesi in tutto il mondo, compresa la Turchia, Arabia Saudita, Danimarca, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Spagna, Repubblica Dominicana, Colombia e America Latina”, un comunicato che inevitabilmente rappresenta un’autostrada aperta per l’utilizzo del piriproxifen nell’Unione Europea.È anche interessante leggere, nella proposta di regolamento UE per monitorare i pesticidi, che in merito ai biocidi (pesticidi in grado di distruggere una grande varietà di organismi): “…né la Commissione né la maggior parte degli Stati membri dispongono attualmente di conoscenze o esperienza sufficienti a permettere di proporre ulteriori misure in merito ai biocidi”. In Europa, ilpiriproxfin viene anche utilizzato dalla Bayer per il suo prodotto Fleegard Environment Spray contro le pulci nelle lettiere degli animali. L’Unione Europea ha dunque affermato, in parole povere, che questi prodotti chimici possono essere utilizzati, anche se nessuno conosce l’impatto reale che possono avere sull’ambiente e sull’uomo.

La Monsanto dietro al piriproxifen?

Un altra possibilità , leggendo questo d

ocumento, è che l’Europa abbia di fatto aperto le porte alla Monsanto. Già, perché la nota multinazionale èpartner commerciale della Sumitomo, e addirittura i ricercatori argentini hanno lasciato intendere che la Sumitomo non sarebbe altro che una succursale della Monsanto. L’Abrasco (associazione formata da tecnici, professionisti, studenti e professori di medicina sociale), ha sostenuto chenon vi sono collegamenti schiaccianti tra la microcefalia e il virus Zika e allo stesso tempo ha puntato il dito contro: “un cartello di business molto redditizio che opera in tutto il mondo”. Il gruppo di ricercatori medici argentini sostiene che in Colombia, dove sono state infettate dal virus Zika 3.177 donne incinte, non si sono registrati casi di microcefalia e che le neomamme hanno dato alla luce neonati sanissimi. La Monsanto, tuttavia, nega di possedere la Sumitomo in questa nota: “The Facts about Monsanto, Zika Virus and Microcephaly“, ma conferma di esserne partner commerciale, mentre Fortune bolla tutti i collegamenti tra lo Zika Virus e la Monsantocome l’ennesima teoria della cospirazione alimentata dai social networks.

La fabbrica della paura

Nonostante i dubbi circa il collegamento tra il Virus Zika e la microcefalia –Monsanto o no -, gli Stati Uniti hanno già messo in moto la fabbrica della paura. I democratici del Senato hanno esortato il Presidente Obama a muoversi rapidamente per evitare accuse di inadeguatezza sulle conseguenze del virus Zika. Il Presidente USA ha dunque chiesto 1,8 miliardi di dollari per affrontare l’
emergenza, un’ottima strategia di campagna politica in vista delle prossime elezioni, mentre i media americani fanno rimbalzare mappe di varie forme e misure sulle aree nelle quali il Virus Zika potrebbe diffondersi.

Intanto, sulle debolezze dei poveri, i ricchi speculano. In Brasile, l’Exposis Extrême, un repellente per insetti prodotto dall’azienda pariginaLaboratoire Osler, è letteralmente andato a ruba e le prenotazioni sono salite a dismisura. Molte donne sono disperate e dilaniate dal dubbio:evitare di rimanere incinta o passare lunghi mesi indossando maniche lunghe? La sensazione (o la speranza) è che tutto potrebbe risolversi senza troppi danni, come avvenuto nel 2002 con la febbre del Nilo, nel 2004 con la Sars, nel 2005 con l’aviaria, nel 2009 con l’H1N1 e nel 2014 con l’Ebola.

 

Informazioni su totolemako

vecchio studente con curiosità nuove e infinite delusioni dalla stampa omologata Vedi tutti gli articoli di totolemako

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: