Assassini chi?


Il business del cancro: un affare politico non scientifico. I mali della chemio e la verità sulle cure “alternative”

1° Lino Bottaro lo scomodo controinformatore – 2° L’altra faccia del cancro: Umberto Veronesi- 3° Chi finanzia la fondazione Veronesi- 4° Cancro Business- 5° Cura alternative: reati di guarigione indebita- 6° I medici sono i primi a non credere alle cure alternative- 7° Chemio: la cura (ufficiale) che uccide

A cura della Redazione di Antimassoneriaberr-3

1° LINO BOTTARO LO SCOMODO CONTROINFORMATORE

Il caso della morte della diciottenne Eleonora Bottaro morta per leucemia rifiutando di sottoporsi alla chemioterapia ha recentemente infiammato il dibattito sui benefici (inesistenti) della chemio e la lotta contro le cure cosiddette alternative.Tutti in coro medici allineati al sistema e i media non hanno esitato a definire i genitori della ragazza (minorenne all’epoca in cui le fu diagnosticato il male) assassini perchè hanno permesso alla ragazza di sottoporsi al metodo Hamer, rifiutando così la “medicina ufficiale” nonostante le forti pressioni dei giudici e dei medici. A causa di ciò Eleonora ha preferito recarsi in Svizzera per sfuggire alla minaccia del tribunale dei minori e dei medici che volevano sottoporla coattivamente a quel tipo di trattamento. 

url

Cominciamo col dire che il metodo Hamer non è “una cura alternativa”, in quanto non prevede la somministrazione di farmaci. I genitori di Eleonora negano che la ragazza sia stata sottoposta ad iniezioni di vitamina C come si è lungamente asserito, indirizzando a loro volta le cause dell’indebolimento della ragazza all’enorme stress causatole dal tribunale. Una cosa è certa,il caso di Eleonora Bottaro è servito come pretesto per una massiccia campagna in favore della chemioterapia che avrebbe potuto salvare la ragazza (!!!) contro l’oscurantismo medico che pretende di poter curare con metodi assurdi. Il padre di Eleonora, alla quale è stata tolta la patria potestà per essersi rifiutato di sottoporre la figlia al massacro chemio terapico, non è uno qualunque, ma è individuo tenuto d’occhio per essersi scagliato contro l’èlite in più di un’occasione. Lino Bottaro, fotografo e giornalista di controinformazione, è stato il creatore del sito Stampa Libera, ora debitamente chiuso; sito che si occupava, di argomenti molto scomodi e pericolosi, tipo l’irrorazione di sostanze chimiche e tossiche nell’ambiente (scie chimiche); terremoti ad opera dell’asse del male USA-NATO; vaccini invalidanti e mortiferi. Ovviamente il Bottaro non tralasciava argomentazioni sulla tossicità delle sostanze contenute dai chemioterapici. Insomma, la malattia della figlia ha rappresentato per gli sciacalli una ghiotta occasione per scagliarsi come avvoltoi contro lui e la sua famiglia.(1)

2° L’ALTRA FACCIA DEL CANCRO: UMBERTO VERONESI

veronesiVa detto come prima cosa che il metodo Hamer per chi non lo sapesse, si limita a scoprire le leggi biologiche per le quali ci si ammala, non ha mai suggerito dei metodi di cura. Secondo Hamer la causa del cancro consisterebbe in un conflitto traumatico a livello psichico. (2) Opinioni, quelle di Hamer, che possono essere confutate sicuramente, ma il metodo non rappresenta una vera e propria “cura alternativa”, nonostante il triste evento abbia riacceso i riflettori contro quei scopritori di vere e proprie efficaci cure contro in cancro, definiti ciarlatani, primo fra tutti il metodo Di Bella, una cura che nonostante le diffamazioni, gli ostracismi sta andando avanti con risultati sorprendenti. I media non ci stanno: chiunque osi mettere in dubbio l’efficacia della chemio è un bigotto, oscurantista, reazionario, fascista e chi più ne ha più ne metta come sempre succede a chi dubita delle versioni cosiddette “ufficiali”. A questo punto scende in campo quello che è considerato il “vero volto della scienza”, considerato dai media la “sapienza incarnata”, stiamo parlando del ricchissimo venerabile oncologo Umberto Veronesi, che approfittando delle polemiche scende in campo per difendere la chemio:

“Bisogna liberare la chemioterapia dallo stigma di cura devastante, che fa paura più del cancro stesso (…) Va detto che in passato è stata utilizzata in modo improprio e per molti anni è stata effettivamente prescritta a dosi altissime, senza alcuna considerazione per gli effetti che avrebbero avuto sul malato. Allora vigeva in oncologia il principio del massimo trattamento tollerabile: si applicava in chirurgia, in radioterapia e in chemioterapia la dose (o l’amputazione) maggiore che il paziente potesse tollerare.  […]   Ma  negli ultimi decenni è avvenuta una rivoluzione di pensiero per cui nella cura dei tumori si applica il principio del minimo trattamento efficace: si ricerca la dose più bassa o l’intervento più limitato in grado di assicurare l’efficacia oncologica. Così è sparita la chirurgia mutilante, la radioterapia ustionante e anche la chemio che devasta inutilmente l’organismo”. (3)

HUXLEY MEDICINEVeronesi dunque conferma chiaramente che la chemioterapia è una cura letale capace di stecchire migliaia di pazienti devastati da un male peggiore del cancro stesso; la chemio risulta un’ulteriore dramma che si va a sommare all’ansia e allo stress dei pazienti. Veronesi è un chirurgo di fama internazionale, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, Presidente del comitato scientifica della Fondazione Italia USA, ma anche ex Ministro della Sanità ed ex Presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. È anche tristemente famoso per alcune dichiarazioni in favore dell’energia nucleare e degli inceneritori prive di qualsiasi valenza scientifica.Veronesi che ha accolto il vegetarianesimo come scelta etico-animalista proponendo l’abolizione della carne (un pericolo per l’ambiente) è noto per essersi apertamente schierato a favore dell’aborto e dell’eutanasia, dell’utero in affitto, della clonazione, del nucleare, ha difeso inoltre a spada tratta l’uso degli OGM. Insomma un esempio di scienza medica al servizio dell’ideologia in favore di tutte le “battaglie” che porteranno il mondo alla nuova era satanica. Il celebre e ricchissimo oncologo il più ricco dei senatori italiani, secondo Il Corriere del 24 marzo 2009,  con 1,6 milioni di imponibile, più 19 terreni e 17 fabbricati è noto per aver fatto affermazioni shock sull’evoluzione dei rapporti di coppia. Alla domanda se l’uomo e la donna stanno cambiando, ecco che cosa risponde:

“Le differenze biologiche rimarranno sempre, ma andranno attenuandosi nel tempo. Non parlo di una mutazione, eh. Siamo in campo antropologico. E le cause del cambiamento sono semplici: all’inizio dello scorso secolo eravamo un miliardo, oggi, siamo sette miliari. E’ difficile pensare che si possano fare più di due figli per ogni coppia.Contemporaneamente, l’uomo sta perdendo le sue caratteristiche maschili più rozze e tende a trasformarsi un una figura sessualmente ambigua. L’attrazione tra i due sessi si potrebbe attenuare di conseguenza”. (4)

Ci aspetta un futuro con meno sesso? gli chiede Vittorio Zincone del Corrierone

“No, non con meno sesso. Si svilupperanno alte forme di sessualità”. E alla domanda se cambieranno i modelli familiari risponde convinto:

” Il matrimonio tra omosessuali è già accettato in molti Paesi. E sì certo, si aprono nuovi scenari (non necessariamente negativi) nei futuri assetti socio-familiari”.

genderegesuQuesto illuminato e venerabile personaggio che sembra uscito da qualche romanzo di Aldous Huxley qualche anno fa affermò che un uomo a sessant’anni avrebbe raggiunto l’età giusta per andare in congedo (ossia, dovrebbe morire) per dare spazio ai più giovani (la forza lavoro ancora attiva). Considerazioni certo che non riguardano lui dato che il Veronesi di anni ne ha 90!

3° CHI FINANZIA LA FONDAZIONE VERONESI

giuramento ciolato di ippocrateIl nome di Veronesi lo troviamo inoltre tra i partecipanti delle riunioni del gruppo Bilderberg il famoso gruppo fondato da David Rockefeller che dal ’54 unisce la creme de la creme di tutto il mondo per discutere a porte chiuse e prendere decisioni che riguardano il destino di tutti i popoli che porterà ad un Nuovo Ordine Mondiale. (5) Insomma, non possiamo ignorare il fatto che che la salute dei cittadini e la formazione universitaria è un business in mano ad un manipolo di massoni e finanzieri che, in combutta con banche, casse di previdenza  ed holding di vario genere  determinano e condizionano il sistema di salute e il sistema della ricerca. A questo punto è lecito domandarsi: chi finanzia la Fondazione Veronesi? Basta andare sul sito ufficiale dove vi è una intera sezione dedicata agli sponsor partner di Veronesi&Co… È una lunga lista di multinazionali, banche, assicurazioni, general contractor e case cinematografiche: Eni, Pzifer, Novartis, Acea, Astaldi, Pirelli, UniCredit, UbiBanca, Panasonic, Moncler, Intesa SanPaolo, Ferrarelle, Citroen, BMW, Alitalia, Yamamay, Universal, Todd’s, TNT, Sisal, RCS Quotidiani, Prada, Philips, Mondadori, Kleenex, Lavazza, Conad, HP, Ford, Gruppo Fondiaria SAI, Fastweb. Ferrovie dello Stato, Credit Suisse, Alleanze Assicuarazioni, Acer etc.

Sono solo alcuni dei sostenitori della Fondazione Veronesi. Questi magnanimi finanziatori sono tra i maggiori responsabili del disastro ambientale, dell’insorgere di nuove patologie mortali, dell’endemica diffusione del cancro e del fallimento socio-economico di interi continenti. Loro compito è far ammalare le popolazioni per poi propugnare cure miracolose e molto molto costose come nel caso della chemioterapia. Da una ricerca condotta da Massimo Enrico Baroni emerge che la rinomata Fondazione Veronesi è composta da un parterre di personaggi parte del Comitato di sostegno e del Comitato ETICO, il meglio del capitalismo.

COUSTEAUDella sua fondazione Veronesi fanno parte infatti: Massimo Cacciari, Fedele Confalonieri, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Marcello Pera, Renzo Piano, Sergio Romano, Maurizio Sella, Giorgio Squinzi, Marco Tronchetti Provera, nel comitato di sostegno troviamo personaggi che destano non poche perplessità. Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del gruppo Bracco, una multinazionale italiana della salute che opera principalmente nel settore chimico e farmaceutico, nonché nei settori della Diagnostica per immagini, con raggi X, inclusa la tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM), ecografia e medicina nucleare. Maurizio Dallocchio, nel mirino della Consob e soprattutto attivissimo professore di Finanza aziendale della Bocconi con un lungo curriculum di consulente e consigliere in una miriade di società. E’ stato rinviato a giudizio per truffa aggravata insieme ai vertici dell’Ente previdenziale dei medici (in riferimento ad un investimento di 20 milioni nella Dgpa Capital (che fa capo alla Dgpa, società di consulenza creata dallo stesso Dallocchio con tre soci ).Sembra che la sua cattedra alla Bocconi sia sta sponsorizzata prima da Lehman Brothers e adesso da Nomura. C’è Maurizio De Tilla che coordina il Comitato scienza e diritto della Fondazione Umberto Veronesi ed è Presidente della Commissione Giustizia della Lega Italiana dei diritti dell’uomo. De Tilla, ci informa il mensile La voce delle voci, marzo 2009, rivista della sinistra meridionale, è “da tempo immemore affiliato alla massoneria, Grande Oriente….Nella fondazione Veronesi si è assunto il compito specifico di esercitare un’azione costante di promozione divulgazione sul testamento biologico,tema al quale ha dedicato ben tre libri…”. De Tilla compare anche nel comitato tecnico- scientifico di Tribuna finanziaria, una rivista guidata da tale Cavaliere Franco Antonio Pinardi (Segretario Generale della Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari C.U.G.I.T. e con un curriculum raggelante) e dove si trovano nomi ben noti come quello degli “onorevoli” Mario Mantovani e Giuseppe Gargani.

TED TURNERAbbiamo anche il nome di Eolo Parodi, parlamentare europeo per tre legislature.  E’ stato rinviato a giudizio come dirigente dell’Enpam, (ente di previdenza dei medici e dentisti), per aver scelto di investire, a partire dal 2006quasi tre miliardi di euro in prodotti finanziari derivati che per le loro caratteristiche presentavano un alto rischio di redditività. Ancora, Giorgio Fossa,Presidente di Confindustria dal 1996 al 2000. Amministratore unico della Silvio Fossa S.p.A, azienda operante nella progettazione, lavorazione e assemblaggio di cilindri idraulici, pneumatici e rotanti, standard e speciali. Altro nome degno di nota è quello del finanziere Francesco Michelifondatore e presidente di Genextra, società di biotecnologie impegnata nello studio del genoma. Autore della prima scalata in Piazza Affari (alla Bi.Invest di Carlo Bonomi nel 1985). È stato protagonista di rilevanti operazioni  tra le quali l’acquisizione e lo sviluppo di Finarte, il varo di Pronto Italia da cui è scaturita la nascita di Omnitel, la creazione di Ing-Sviluppo, la realizzazione dell’OpaOlivetti su Telecom Italia e la creazione di FastWeb e Biscom. Nel luglio 2007 il suo nome fu collegato, per via di alcune telefonate con Luigi Bisignani, a un’inchiesta condotta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris su un caso di stato affaristico-massonico che avrebbe pilotato scelte amministrative e finanziamenti. Se volete consultare la lista completa e conoscere le perfomance dei soci della Fondazione Veronesi andate alla nota n° (6) Alla luce di questi fatti nessuna sorpresa se la chemio che usa Veronesi con la quale ha ammazzato migliaia di suoi pazienti risulti ancora “la cura ufficiale contro il cancro” nonostante la sua fallacia e la sua letalità.

4° CANCRO BUSINESS

luigi di bella sulla chemioCio’ che si vuole dimostrare sono i seguenti 2 punti: 1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma uccide. 2) Il suo uso trova fondamento solo negli interessi economici delle ditte farmaceutiche. Nei primi decenni del secolo scorso alcuni avvenimenti hanno segnato il destino della medicina per almeno un secolo. All’inizio del ventesimo secolo il gruppo di Rockefeller controllava già la maggior parte del commercio di petrolio negli Stati Uniti e in molti altri paesi. Sulla base di questi trilioni di dollari di reddito, questo gruppo di investitori ha trovato una nuova area di mercato: il corpo umano. Il profitto o il ritorno su questo investimento dipendeva dalla brevettabilità delle medicine farmaceutiche inventate. I profitti da trilioni di dollari di questa nuova industria di investimento sono stati usati per convertire sistematicamente la medicina in un commercio farmaceutico guidato dall’investimento. Nel giro di pochi decenni, la medicina è caduta sotto il controllo di questi gruppi di interesse attraverso la loro influenza nelle scuole di medicina, nei media e nell’arena politica.Attualmente il gruppo Rockefeller controlla più di 200 ditte farmaceutiche, è dietro ad alcune delle più grandi e influenti istituzioni finanziarie del mondo, compresa la Chase Manhattan Bank. Possiede la Exxon ed altre aziende petrolchimiche multinazionali. Inoltre controlla molti media, compreso Time Warner, CNN ed una enorme rete di giornali, radio e TV. Il reddito di questo gruppo sorpassa da solo il prodotto nazionale lordo della maggior parte delle nazioni del pianeta.Il 50 % dell’amministrazione Bush era formato da alti funzionari di ditte farmaceutiche. Donald Rumsfeld, ministro della guerra è stato il direttore generale di parecchie multinazionali farmaceutiche. Su questo intreccio di politica, finanza, guerre e ideologie soppressive mondialiste si sviluppa e prospera l’industria farmaceutica.L’industria farmaceutica di investimento ha così semplicemente comprato l’opinione medica in tutto il mondo.(7)Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli?
Essa “si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l’azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire.

Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: Avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo!Considerando i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e radio), vediamo il costo di un tumore oggi in Italia.MICHAEL DE BEKEy
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati
(8) e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno. In America ogni anno i nuovi malati di cancro sono 1.372.910.(9)
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia, costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.).  è indubbiamente una delle patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal punto di vista economico. Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.

RANDY SCHECKMANUna testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente” poco tempo fa.  Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo “Diario di un malato di cancro” ha provato a comporre la “lista della spesa” per la sua malattia.  Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo insieme tutte queste informazioni. Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000 euro Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC effettuata (ne ha fatte oltre 20). «Un ciclo completo di cocktail chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila euro al mese per ogni paziente». «Durante la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150 euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famosocome doping dei ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò fatte, fino a oggi, una quarantina»dice De Gennaro. (10) Ha dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc. Risultato: la pubblica Sanità ha pagato per il sig. De Gennaro, circa 200.000 euro. Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande maggioranza dei malati oncologici. Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete dal risultato che forse per qualcuno – e dico forse – non c’è convenienza nel trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di miliardi di euro ogni anno in Italia.  Ogni anno la “lobbies del cancro” – solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici – movimenta una cifra superiore a 54 miliardi di euro per un trattamento oncologico! (11)

5° CURE ALTERNATIVE: REATI DI GUARIGIONE INDEBITA

allen-levineAlla luce di tali statistiche è comprensibile che l’industria del cancro rappresenta un vero e proprio business per le ditte farmaceutiche e un modo sinistro per l’indebitamento degli stati nella quale la chemioterapia è a spese dei contribuenti.Secondo il professor Luigi Di Bella infatti tali malattie potrebbero essere curate con mezzi molto più semplici ed economici, con un alleggerimento della spesa pubblica. Hans Ruesch, noto giornalista specializzato nella pubblicazione di drammatici libri e reportage sulla speculazione farmacologica fece a tal riguardo pungenti affermazioni: “Pare che una di quelle associazioni per le cosiddette ricerche sul cancro, che spuntano come funghi in Italia (come la rinomata fondazione Veronesi NdR..) e in tutto il mondo, si sia proposta addirittura di raccogliere cinque miliardi di nell’arco di un anno. Altro che pozzi di petrolio.Insomma si tratta di una truffa bella e buona, a livello internazionale, complici gli organi di potere, attraverso le varie autorità sanitarie di cui possono far parte unicamente i membri ubbidienti del sindacato chimico-medico, il quale essendo il più redditizio in tutti i paesi industrializzati, detta legge, a scapito del contribuente e della salute pubblica”.

news1Continuando, a proposito delle terapie ufficiali anti-cancro: “Difatti il più delle volte l’ammalato non fa in tempo a morire di cancro perchè viene ucciso molto prima dalla terapia inflittagli da una metodologia nefasta, ma altamente redditizia per chi l’ha imposta”. (12)

Le industrie farmaceutiche con le loro lobby sono riuscite a redigere i loro protocolli e farli sostenere dai medici dagli specialisti arrivando a ai governi. Come nel caso relativo alla terapia dei tumori in Italia dove per decreto dell’ex ministro Rosy Bindi è vietato ad ogni medico curare i pazienti oncologici con metodi diversi dalla chemio. Ricorderete sicuramente nel 1995 le polemiche e le persecuzioni ai danni del professor Di Bella che proponeva una cura alternativa che aveva realmente lo scopo di curare il cancro alla quale moltissimi malati tutt’oggi fanno ricorso con risultati sorprendenti, ma gli effetti positivi vennero comprensibilmente taciuti.(13)
Di metodi per curare il cancro negli anni ne sono stati scoperti a decine. I metodi che più ci hanno interessato sono: la cura Di Bella; il siero Bonifacio, il metodo Albert; il metodo Zora; Il metodo Alessiani; Il metodo Görgün. Una lunga lista di soluzioni anti-cancro che negli anni si sono rivelate efficaci e soprattutto non letali come la chemioterapia e anche molto meno esose, tuttavia tali studi vengono taciuti, ridicolizzati. anigifLa sperimentazione (burla) del siero Bonifacio anti-cancro da parte del Ministero della salute fu chiusa dopo solo 16 giorni di sperimentazioni cliniche su solo 8 pazienti, invece dei sei mesi previsti dal decreto ministeriale. I medici che negli anni si sono prodigati per la scoperta di farmaci che potessero avere un reale effetto contro il cancro sono stati crudelmente perseguitati, diffamati. Arrestati come nel caso del prof. Zora, o vittime di attentati come nel caso del prof. Di Bella, la cui cura a base dimelatonina combinata a somatostatina e altri farmaci, nonostante le denigrazioni risulta essere efficace per i pazienti che ne fanno uso. Il professor Di Bella visse gli ultimi trent’ anni della sua vita praticamente blindato: fu vittima di tre strani incidenti stradali tra la fine del ’74 e l’estate del ’75; due tentativi di avvelenamento; minacce sui figli; un’aggressione mentre si recava a casa con la sua bicicletta che gli costò danni irreversibili all’udito.(14) Il prof. Di Bella poteva contare su un curriculum e una carriera da far invidia a tutti i membri della comunità scientifica; docente di Fisiologia Umana e poi di Chimica Biologica, nonché autore di duecento lavori presentati ad innumerevoli congressi scientifici internazionali, ma nonostante ciò si fecero diffamazioni ridicole oltre che infondate sul suo conto: si attribuì il successo del suo metodo alla stregoneria (!!); si disse che non fosse neppure laureato; che fosse stato radiato dall’ordine e persino che facesse esperimenti sugli Ebrei ai tempi della II guerra in un fantomatico campo di concentramento in Italia, quando il prof. Di Bella in quegli anni si trovava in Grecia a dirigere un ospedale da campo! (15) Le testimonianze  di guarigione con la cura del professore sono facilmente reperibili sul web, esse sono davvero edificanti e aprono uno spiraglio di speranza per miriadi di pazienti costretti a rivolgersi ai cosiddetti “alternativi” dopo aver sperimentato non solo l’inutilità della chemio ma anche la sua dannosità.(16)

I MEDICI SONO I PRIMI A NON CREDERE ALLA CHEMIOTERAPIA.

i medici oncologi, quelli che usano ogni giorno i farmaci su altre persone, se avessero un tumore si farebbero la chemio? La risposta arriva nel marzo 2005 dal Senato australiano quando è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney. Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia.Risposero 79 medici, e 64 di loro NON avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato).  Non solo, ma 58 dei 79, reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili a causa dell’inefficacia e dell’elevato grado di tossicità! Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”. Oggettivamente il numero dei medici intervistati non è molto elevato, ma rimane interessante sapere che gli oncologi che usano ogni giorno la chemio su altre persone, non la userebbero per sé stessi… Questa percentuale è però sovrapponibile a quella che riguarda i medici che si ammalano di cancro: tre su quattro rifiutano la chemio.(17)

THE POPULATION BOMBCi numerose testimonianze di medici e studiosi quali Allen Levin e George Mathe dell’università di Parigi il quale ha pure affermato: “Se un giorno contrarrò il cancro non mi sottoporrò mai a protocolli standard per la terapia di questo male. I pazienti tumorali che stanno alla larga da questi centri hanno qualche possibilità di cavarsela”. E anche il Journal of the American Medical Association il 15 aprile del ’98 dichiara: “I noti e pericolosi effetti collaterali di questi farmaci (chemioterapici) sono diventati la quarta causa di morte dopo l’infarto, il cancro e il colpo apoplettico”. Sidney Winawer è un oncologo direttore del Laboratorio di Ricerca per il Cancro al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di NewYork, uno dei centri più importanti del mondo. Per capirne l’importanza, pensate che è stato l’ospedale a cui si è rivoltoGiovannino Agnelli. Per decenni, Winawer, ha praticato la chemioterapia a tutti i pazienti, ma un giorno la diagnosi è toccata a sua moglie… Alcuni si aspetterebbero di sentire che il dottor Sidney Winawer abbia sottoposto la moglie alle stesse cure che per decenni ha dato, con tanta convinzione, a tutti i malati. Ebbene no. Ben consapevole dei danni catastrofici e dell’inutilità assoluta di quel tipo di cura (come ammetterà più tardi nel suo libro “Dolce è la tua voce”,  Positive Press, 1998) NON la sottopone a nessuna chemioterapia o radioterapia, ma si affida alla… somatostatina (quella di Luigi Di Bella)! E la moglie guarisce! Ciò non è affatto un caso isolato, anche alcuni primari in Italia (di cui non posso citare i nomi per evitare querele) curano con la chemioterapia i pazienti, ma curano se stessi o i familiari con l’aloe! Praticamente abbiamo visto che quando la malattia colpisce loro (considerate che era uno dei maggiori esperti al mondo!), sono i primi a NON credere alle cure che propinano. (18) A un certo punto si scopre che sono consapevoli dell’inutilità e della dannosità dei prodotti delle case farmaceutiche e si affidano alle cure alternative.

7° CHEMIO, LA CURA (UFFICIALE) CHE UCCIDE

PROF ZORALe sostanze adoperate per la cura chemioterapica tanto care al prof. Veronesi, sono altamente cancerogene. In un documento, del Ministero della Sanità (Dipartimento della Prevenzione – Commissione Oncologica Nazionale) dal titolo “Linee-guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario” (documento pubblicato dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano) c’è scritto: “Uno dei rischi rilevati nel settore sanitario è quello derivante dall’esposizione ai chemioterapici antiblastici. Tale rischio è riferibile sia agli operatori sanitari, che ai pazienti”. Qui si parla espressamente dei rischi per operatori e pazienti, ma nonostanze ciò, tali sostanze non possono essere etichettate come cancerogene (R45 e R49) semplicemente perché sono considerate “farmaci”. (!!!) Eppure per lo smaltimento il personale che manipola sostanze chemioterapiche  deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Il documento sulle “linee guida” riporta alla voce “Smaltimento”: “Tutti i materiali residui dalle operazioni di manipolazione dei chemioterapici antiblastici (mezzi protettivi, telini assorbenti, bacinelle, garze, cotone, fiale, flaconi, siringhe, deflussori, raccordi) devono essere considerati rifiuti speciali ospedalieri. Quasi tutti i chemioterapici antiblastici sono sensibili al processo di termossidazione (incenerimento), per temperature intorno ai 1000-c. La termossidazione, pur distruggendo la molecola principale della sostanza, può comunque dare origine a derivati di combustione che conservano attività mutagena. È pertanto preferibile effettuare un trattamento di inattivazione chimica (ipoclorito di sodio) prima di inviare il prodotto ad incenerimento. Le urine dei pazienti sottoposti ad instillazioni endovescicali dovrebbero essere inattivate prima dello smaltimento, in quanto contengono elevate concentrazioni di principio attivo”. Ci hanno sempre insegnato che l’unica cura efficace per i tumori è proprio la chemioterapia, ma si sono dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire. «Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L’infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l’avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi: ‘Se precauzioni di questo genere sono richieste all’esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?’. Dalle 19 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l’appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava». [ Testimonianza di una malata di cancro al seno ] (20)

Un articolo dedicato al metodo Di Bella. LEAD Technologies Inc. V1.01

Un articolo dedicato al metodo Di Bella. LEAD Technologies Inc. V1.01

Il principio terapeutico della chemioterapia è semplice: si usano sostanze chimiche altamente tossiche per uccidere le cellule cancerose. Il concetto che sta alla base di questo ragionamento limitato e assolutamente materialista è che alcune cellule, a causa di fattori ambientali, genetici o virali, impazziscono iniziando a riprodursi caoticamente creando delle masse (neoplasie), perciò tenta di annientare queste cellule con farmaci citotossici (cioè tossici per le cellule). Tuttavia, questa feroce azione mortale, non essendo in grado di distinguere le cellule sane da quelle neoplastiche (impazzite), cioè i tessuti tumorali da quelli sani, colpisce e distrugge l’intero organismo vivente. E’ vero che le cellule tumorali sono molto più sensibili a questi farmaci rispetto alle cellule sane, ma è anche vero che la chemioterapia azzera completamente il sistema immunitario, lasciando l’organismo senza nessuna difesa (insufficienza midollare, renale, epatica,cardiaca, respiratoria, ecc.). Inoltre provoca lesioni estese a tutti gli organi e tessuti e conseguente necrosi irreversibile di alcuni di essi. Una nuova ricerca ha dimostrato che i farmaci chemioterapici uccidono fino al 50 per cento dei pazienti in alcuni ospedali. Sulla base del numero di pazienti affetti da cancro che sono morti entro 30 giorni dall’inizio, dalla ricerca risulta che i farmaci chemioterapici sono stati la causa della morte, piuttosto che del tumore. La ricerca è stata pubblicata su Lancet Oncology. Il Telegraph riporta: Lo studio di sanità pubblica d’Inghilterra e il Cancer Research UK hanno scoperto che in tutta l’Inghilterra l’ 8,4 per cento dei pazienti con cancro del polmone, e il 2,4 per cento dei pazienti affetti da cancro al seno sono morti entro un mese. (19)

kan-smailNumerose ricerche scientifiche dimostrano non solo l’inutilità della chemio, ma anche la sua tossicità ancora più pericolosa del cancro stesso. Poco nota al grande pubblico è la vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, e presentata nel 1975 al Congresso di cancerologia presso l’Università di Berkeley. Oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, egli prova che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie. (21) Il prof. Jones dimostra che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete. L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che l’oncologia moderna per curare il cancro utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche)e teratogene (provocano malformazioni nei discendenti), oltre che alopecia (caduta dei capelli) e impossibilità di svolgere i propri compiti quotidiani. Uno studio condotto da Grame Morgan (professore associato di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney), Robyn Ward (professore oncologo all’University of New South Wales),Michael Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and Evaluation del Liverpool Health Service di Sidney), mostra dati sconcertanti: lo studio ha concluso che la chemioterapia in Australia, non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza, su 225.000 persone malate nei 22 tipi di tumori più diffusi, e “curate” solo con chemioterapia! Eppure alcuni anni fa dopo che era scoppiato il caso Di Bella, gli oncologi cominciarono a dichiarare pomposamente su televisione e giornali che “ora abbiamo il 50 % di guarigioni” oggi la media sarebbe arrivata addirittura al 60%,ovvero più della metà dei malati! Ognuno di noi in base alle proprie esperienze può fare una stima personale su quanti sopravvivono al cancro e chemio! Il dottor Francesco Bottaccioni membro dell’Accademia delle scienze di New York, docente di psico-oncologia alla Sapienza afferma: “Il 50% di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numero dei malati, come si è indotti a  credere, ma la media delle varie percentuali di  guarigione dei diversi tipi di cancro. Per capirci: si somma, ad esempio, l’87% di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 di quella del polmone e si fa  la media delle percentuali di guarigione, senza calcolare che i malati dicarcinoma al testicolo sono 2 mila l’anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone sono attorno alle 40 mila”. La triste verità è che la sopravvivenza a cinque anni nel caso, poniamo, di carcinoma del pancreas è il 2 percento. Il che significa che il 98 per cento dei pazienti sono morti. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo. Quindi su 100 persone che si ammalano di cancro, 61 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi. Ciò significa sostanzialmente che se un paziente dovesse morire dopo 5 anni e un giorno per la comunità scientifica quello è un caso di guarigione.(22)

Rapporto Morgan sull'efficacia della chemioterapia

Rapporto Morgan sull’efficacia della chemioterapia

Ecco quali sono i veri risultati. Ditelo a tutta quella massa di gornalisti mainstream, ignoranti e asserviti al potere che da settimane conducono campagne in favore della chemio esortando al disprezzo verso coloro che scelgono cure alternative a quelle imposte dai grandi cartelli farmaceutici sulla pelle dei malati.

-Antimassoneria.altervista.org © Copyright 2016-

BIBLIOGRAFIA E WEBOGRAFIA clicca qui

AVVERTENZA

Antimassoneria declina ogni responsabilità per l’uso autogestito delle tecniche esposte in questa questo articolo. Ogni ragguaglio concernente terapie deve essere considerato informazione scientifica e non consiglio terapeutico. Per legge, in Italia, ogni azione terapeutica deve avvenire sotto diretta responsabilità e sorveglianza di personale sanitario in possesso di specifico titolo legalmente valido. Ad ogni modo per chi desiderasse conoscere altre cure alternative alla chemio consigliamo di iscriversi al sito http://www.aerrepici.org. Nel link in basso potete trovare una lista dei principali centri che in Italia usano la cura Di Bella e altri metodi Indirizzi e descrizione cure alternative clicca qui

LISTA DEI LIBRI DA LEGGERE

Alberto R. Mondini – Kankropoli, la mafia del cancro scarica gratis

Alberto R. Mondini “Il Tradimento della Medicina”  scarica gratis

Marcello Pamio “Cancro S.P.A”

Prof. Linus Pauling – intervista
Dott. Matthias Rath – intervista
I risultati della medicina ufficiale:
Ricercatori vari – Morte per medicina (Death by Medicine, ricerca in lingua inglese)

Prof. dott. Hans-Ulrich Niemitz – perizia tecnico-giudiziaria sulla validità scientifica della medicina
Associazione Forces Italiana – La truffa del fumo passivo
Dott. Roberto Cestari – L’inganno Psichiatrico
Casorezzo, 30 ottobre 2004.
Il Presidente dell’ARPC Alberto R. Mondini
14 Prof. Renato De Magistris e Dott.ssa Anna Giordano – Nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento delle neoplasie (in CD Rom) – 20 GENNAIO 2006

antimassoneria.altervista.org/business-del-cancro-un-affare-politico-non-scientifico-mali-della-chemio-la-verita-sulle-cure-alternative/

18/9/2016

http://antimassoneria.altervista.org/business-del-cancro-un-affare-politico-non-scientifico-mali-della-chemio-la-verita-sulle-cure-alternative/

 

Informazioni su totolemako

vecchio studente con curiosità nuove e infinite delusioni dalla stampa omologata Vedi tutti gli articoli di totolemako

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: