Come mai, carenza vaccinale?


Juncker pro-vaccini, la Chikungunya fa il solletico e sulle banche è farsa. Non siete ancora stanchi?


Stamattina, appena accesa la tv per la rassegna stampa, non ho nemmeno fatto in tempo a bere il primo sorso di caffé e una sensazione maligna mi aveva già rovinato la giornata: non c’è più speranza. Se volete vivere una vita un po’ più decente, siete fuori tempo massimo: mettetevi l’animo in pace, abbracciate qualche cazzo di religione o rito strano che contempli la reincarnazione e sperate di nascere minoranza etnica nella prossima vita. Già, perché la notizia che fa giubilare il mondo è l’accordo trovato a cena fra Trump e i Democratici riguardo il futuro dei cosiddetti “dreamers”, i figli di clandestini che Obama aveva scudato con la sua legge e che adesso rischiavano invece l’espulsione.


Tranquilli, potranno tranquillamente restare negli USA. Un’immagine da Mulino Bianco del cazzo che ha incollato un sorriso ebete sulla faccia dei nostri commentatori di punta: siamo peggio delle ragazzine che scrivono il nome dell’innamorato sullo zainetto, se non c’è il lieto fine non siamo contenti. Siamo vittime di un vomitevole sentimentalismo da ultimo della fila, un pauperismo falso e ipocrita che culla h24 gente che di tutele ne ha già fin troppo e che, nella maggior parte dei casi, ne abusa. Ma guai a dirlo, perché altrimenti per te è pronto un bel cappuccio del Ku Klux Klan. Ipocrisia allo stato puro e all’ennesima potenza: guardate queste schermate,



sono state prese ieri da Amazon con riferimento al libro di memorie di Hillary Clinton. Magicamente, dopo un giorno di strani rallentamenti nelle recensioni negative del volume, ecco che quest’ultimo ora ha rating solo 5 stelle. Viviamo in un mondo di melassa e bugie, un insieme inestricabile di mezze verità e bugie per intero. Un mondo che fa cin cin con le tazze del cappuccino per festeggiare la vita da sogno dei “dreamers”, benedetta da quel Donald Trump che con il passare dei giorni appare sempre più strumento del Sistema.

E se pensate che il problema sia solo americano, vi sbagliate di grosso. “Non è ammissibile che dei bambini muoiano per malattie che dovrebbero essere scomparse. In Romania e in Italia devono avere accesso ai vaccini senza condizione alcuna. Non ci devono essere morti evitabili nella nostra Europa”. Chi ha pronunciato queste parole? Ebbene, è stato Jean-Claude Juncker,ieri all’interno del discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento di Strasburgo, ovvero l’atto ufficiale e istitutivo della nuova stagione legislativa dopo le vacanze estive. E non è stato un qualcosa di en passant, perché ha parlato di vaccini prima di parlare dell’esclusione sine die della Turchia dalla possibilità di ingresso nell’UE (stranamente prima del voto in Germania) e prima del Brexit.

Ora, grazie al cielo non siamo di fronte a immagini da Lazzaretto manzoniano con pire umane di bambini accatastate agli angoli delle strade, vittime del morbillo: davvero l’aumento dei casi e l’abbassamento del livello vaccinale in qualche regione italiana vale una menzione così ufficiale nel discorso sullo stato dell’Unione comunitaria? Non sarà che Juncker abbia voluto ricordare a Roma che è ancora in discussione la decisione sulla nuova sede dell’Agenzia UE del farmaco, in trasloco da Londra e in predicato di finire o a Milano o a Bratislava? E, quindi, di tenere duro sulla nuova normativa nazionale di obbligo vaccinale, nonostante le proteste, tanto da fornire un mantello di benedizione istituzionale di questo genere? Si deciderà a novembre e la lotta pare aperta: avere quell’ente europeo in Italia vorrebbe dire molto, sia a livello di prestigio che di indotto per la città che di business per il settore farmaceutico: l’Italia è forse la cavia comunitaria di un “do ut des” poco edificante, al netto della necessità sacrosanta di tutelare i bambini e la comunità? Davvero l’Europa non ha problemi più seri da menzionare ed evidenziare nel suo discorso inaugurale che qualche caso di morbillo in Italia e Romania? Voi ci credete?

In compenso, se l’emergenza vaccinale va alla grande a Strasburgo, in Italia è sparita del tutto quella legata alla malaria: puf, come nulla fosse accaduto. Come ha contratto il virus la bimba morta all’ospedale di Brescia? Zanzara autoctona? Ago infetto utilizzato nell’ospedale dove era stata ricoverata precedentemente? Zanzara d’importazione? Nulla, silenzio tombale. E anche le polemiche legate ai possibili legami tra re-insorgenza di malattie che si pensavano debellate e immigrazione poco controllata hanno lasciato il campo a materie più importanti, come la lotta alla propaganda fascista. O lo ius soli, su cui occorre stare attenti, perché temo sia in atto un gioco delle parti, al netto della dichiarazione da sparigliacarte del ministro Delrio.

In compenso è sempre di oggi la notizia dello stop alle donazioni del sangue da parte di tutti i residenti nella Asl Roma 2, che copre il sud est della trasfusionali i donatori anche di altre zone di Italia ma che sono stati a Roma, anche per solo per alcune ore, dal 25 agosto in poi: per loro il divieto varrà per 28 giorni. Come mai, carenza vaccinale? Mancanza di immunità di gregge? Ordine di Juncker? No, queste sono le prime (sintomo che il problema è serio e potrebbe necessitare di altri interventi) decisioni prese dal Centro nazionale sangue e dalla Regione dopo il caso di Chikungunya, la malattia tropicale che ha già provocato tra la Capitale e il comune di Anzio (per il quale, infatti, è stato preso lo stesso provvedimento). Nei tg e sui giornali è tutto un rassicurare: la malattia non è mortale, comporta solo febbre alta, nausea e fortissimi dolori articolari. Ora, al netto che uno eviterebbe anche questi sintomi, se potesse, mi sovviene una domanda: se la Chikungunya è appunto una malattia tropicale e quel nome in lingua swahili significa “spacca-ossa”, come cazzo è arrivata ad Anzio e poi a Roma? Anche qui, come nel caso della malaria, si tratta di un focolaio autoctono?

O forse può avere qualcosa a che fare il centro di accoglienza presente ad Anzio? Perché qui non si tratta di un qualcosa tipico della zona e, per quanto non sia potenzialmente mortale come la malaria, comincia a imporre un po’ troppi divieti da parte delle autorità sanitarie per essere trattato come un caso da nulla. Nessuno ne ha parlato a Juncker, magari associando il caso all’immigrazione, tema che casualmente ha visto il presidente della Commissione UE lodare pubblicamente l’Italia, a emergenza ormai finita e senza aver cacciato un soldo o aver imposto un solo ricollocamento? Porterà solo febbre e mal di ossa ma da dove arriva quella malattia, il cui nome non è certo originario della Val di Fassa?

Sarà. Forse sono io che esagero, che vedo il marcio anche dove non c’è. Oggi, infatti, una buona notizia dovrebbe arrivare ad allietare la nostra giornata, salvo sorprese: l’istituzione formale della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario, ovvero quella chiamata a fare luce sul destino infausto delle quattro popolari “salvate” dal governo. Le reticenze del PD nel nominare i suoi membri hanno tirato la faccenda in lungo ma oramai dovremmo esserci, anche perché qualche giorno fa Matteo Renzi ha ribadito la ferma volontà del suo partito di scoprire la verità, intesa non solo come quella legata alle quattro popolari più le due venete ma, più in generale, quella che fa capo all’intreccio perverso politica-banche che va avanti da decenni.

In particolare, immagino che al segretario PD, anche alla luce dei guai di Popolare di Bari, prema scoprire qualche verità su ex Banca del Salento e poi Banca 121, quella che all’inizio degli anni Duemila spadroneggiava in Puglia con alla guida il fedelissimo dalemiano ed ex Deutsche Bank, Vincenzo De Bustis: sai com’è, un bel casino bancario attribuibile alla sinistra del partito nel feudo dell’avversario interno, Michele Emiliano, mica fa schifo in questo momento di tintinnar di sciabole dentro il PD. Di più, è lotta serrata tra i partiti per vedersi attribuita la presidenza dell’organo di indagine, poiché motivo di vanto e sigillo assoluto di trasparenza. Bene, sapete statutariamente come dovrebbe operare la Commissione? Dall’atto dell’insediamento avrà 6 mesi per produrre una prima relazione e un anno per consegnare quella conclusiva: insomma, nasce morta! Fra sei mesi le Camere saranno quasi certamente già sciolte in attesa del voto, quindi quella prima relazione, se mai verrà redatta, sarà buona solo per pulirsi il culo. Nel frattempo, però, Zonin fa shopping con la moglie in via Montenapoleone: stesso trattamento che subite voi per una rata saltata o uno sconfinamento sul fido, vero?

In compenso, basta accendere la tv e siamo assaliti da un plotone d’esecuzione di sensi di colpa: ovunque, sotto qualsiasi forma, la questione migranti ci accompagna inesorabile come morte e tasse. Bimbi malnutriti, donne stuprate, uomini torturati, lager libici che paghiamo con i nostri soldi per bloccare i flussi, guerre e carestie di cuil’Occidente ha responsabilità assoluta: tutto il giorno e tutta la notte così. E vogliamo parlare dell’emergenza stupri, di fatto epidemici anch’essi come la Chikungunya in questi giorni? Ecco, se volete sapere cosa sta accadendo e cosa ci aspetta non avete bisogno di me, guardate questo breve video

Swedish Journalist taste the bitterness of reality
02 set 2017 – Caricato da PoliticallyRude

Swedish Journalist taste the bitterness of reality …. Oh an you will also keep Sweden swedish and preserve …

e capirete da soli. Il tutto, mentre Juncker ci manda segnali in codice sui vaccini, le malattie del Tropico trovano nuova patria nel Lazio, la malaria sparisce dai tg e sulle banche sta per essere allestito l’ennesimo teatrino, alla faccia di truffati e tartassati. Quanto siamo disposti a sopportare ancora? Non è arrivato il momento di dire basta?

Di Mauro Bottarelli , il 2 Comment

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https://www.rischiocalcolato.it/2017/09/juncker-pro-vaccini-la-chikungunya-solletico-sulle-banche-farsa-non-siete-ancora-stanchi.html

 

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