Questa sarebbe scienza? 


sids

https://kiodofisso.com/freepost/2017/08/14/morti-in-culla-e-vaccini/

MORTI IN CULLA: PROSEGUONO LE STRAGI DI STATO…

Ennesimo caso di cronaca nera che riguarda un neonato.
Questa volta tocca a Monza dove una bimba di 4 mesi dentro la sua culla ha smesso di respirare.
Inutile sottolineare che quando un neonato muore non esistono parole per descrivere il dolore per l’intero pianeta.
Le parole però non devono più rimanere nascoste quando si tratta di denunciare al mondo una pratica che solo delle poveri menti ignoranti o in totale malafede non vogliono o non possono vedere. Mi riferisco alle vaccinazioni pediatriche.
Avete letto bene.

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La sana ed antica arte del dubbio


La scienza oggi è davvero “scientifica”? Non proprio… Ecco perchè.

La scienza non sarà democratica, ma molti dei cosiddetti scienziati lo sono fin troppo. Ecco una raccolta di studi e articoli, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche come Nature, che mettono in discussione l’attendibilità di moltissime ricerche scientifiche non verificate, e tuttavia prese per buone e utilizzate dalla comunità scientifica e dalle case farmaceutiche.

 

 

Ho deciso di leggervi l’articolo “La scienza è in crisi: i ricercatori non sanno più riprodurre e confermare molti degli esperimenti moderni“, pubblicato su SalutEuropa.org. Continua a leggere


Il giro d’affari intorno ai vaccini


Intervista a Brandy Vaughan – Ex Rappresentante della Multinazionale Farmaceutica Merck

Pandora TV ha intervistato Brandy Vaughan, ex dipendente della multinazionale farmaceutica Merck. Secondo la Vaughan, il giro d’affari intorno ai vaccini è oggi intorno ai 25 miliardi di dollari ma nei prossimi anni si incrementerà fino a raggiungere i 100 miliardi. Per questa ragione le case farmaceutiche stanno investendo somme enormi per il loro sviluppo. Tuttavia, i dati sulla salute della popolazione infantile americana – la più vaccinata al mondo – sarebbero tutt’altro che incoraggianti.

Traduzione a cura di Paola Testoni

Per approfondire le tematiche affrontate dalla Vaughan http://www.learntherisk.org

https://www.pandoratv.it/?p=18781


Le  obbligazioni?


Dopo le Obbligazioni sulla Morte, anche le Obbligazioni sui Vaccini. Che rendono un bell’interesse.

vignettaUna speculazione finanziaria miliardaria sui vaccini? Un lettore mi ha reso nota l’esistenza di  “Vaccine Bonds”, obbligazioni sui vaccini, che  servono a raccogliere fondi per vaccinare i bambini del Terzo Mondo. Un investimento che “ha già salvato milioni di vite umane”,  secondo i siti ufficiali.  Una operazione altamente umanitaria, commovente – se non fosse che, nei prospetti per gli acquirenti di tali obbligazioni, si dice che  essi hanno dato “rendimenti estremamente buoni” (extremely good returns), o  “un ritorno significativo  sull’investimento”.  La filantropia umanitaria estrae un lucro  finanziario ragguardevole dai vaccini: e da dove? Non sono sicuro di aver capito bene e  tutto; il che non deve stupire, conoscendo l’inventiva geniale dell’alta finanza.  I vaccine bonds hanno avuto un precursore un paio d’anni fa, nei Death Bonds, letteralmente “obbligazioni della morte”.

Cavar soldi dai malati terminali

Le  obbligazioni della morte sono l’evoluzione  di una lucrosa speculazione  sui malati terminali di AIDS negli anni ’80. Questi pazienti ed altri malati terminali avevano bisogno di denaro contante per pagarsi  le costose cure; quindi vendevano le loro polizze sulla vita (di cui del resto non potevano più pagare i ratei) a  compratori interessati all’affare:  questi versavano ai moribondi  denaro fresco e  subentravano nell’assicurazione come beneficiari,  continuando pure a pagare i  ratei dei premi; alla morte del venditore, costoro riscotevano  il capitale in toto,  100 per cento, mentre al malato avevano anticipato tra il 20 e il 40.

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Unire puntini di notizie preoccupanti


VACCINI. SICURI CHE SIA UNA QUESTIONE SQUISITAMENTE MEDICA? E non tutti quelli contrari rientrano tra la categoria descritta dal peraltro ottimo

L’immunità di Gregge, ma sì, senz’altro.

Che brava Mamma Italia che si preoccupa dei suoi italioti.

Tuttavia…

 

 

 

 

 

 

 

 

2014 Il Presidente dell’AIFA Pecorelli e il Ministro della Salute Lorenzin a colloquio con il Ministro per la salute USA (Secretary for Human Health Services) Sylvia Burwell

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La parola ecocidio fa rima con un’altra parola…


L’ecocidio della Monsanto

 tribunale-monsanto-ecocidio

 

L’ecocidio, ovvero aver distrutto o causato danni ingenti all’ambiente e agli ecosistemi nei quali vivono diverse comunità, è un nuovo termine utilizzato dal Tribunale di Opinione Monsanto dell’Aja, per descrivere l’accusa mossa direttamente al colosso dell’agrochimica…
E’ abbastanza noto ormai che il settore agrochimico e agroalimentare sia finito nelle mani di pochi. Il controllo sulle masse passa, necessariamente, anche per il controllo sull’alimentazione, base della crescita di ogni individuo.
Controllando quindi le produzioni agricole, le multinazionali possono decidere cosa e come immettere sul mercato, possono controllare gli agricoltori e influenzarli nelle loro scelte di produzione. Possono anche immettere particolari sostanze non proprio “pulite” sul mercato e obbligare gli agricoltori ad utilizzare…
A proposito: la parola ecocidio fa rima con un’altra parola…

(www.osservatoriodiritti.com) – Monsanto condannata per ecocidio. Un Tribunale d’opinione condanna la multinazionale per aver distrutto ambiente ed ecosistemi.

«Colpevole». È il verdetto emesso a metà aprile dal “Tribunale Internazionale Monsanto” all’Aja, in Olanda. Il tribunale di opinione organizzato dalla società civile ha giudicato un imputato eccellente: il gigante dell’agrochimica Monsanto, recentemente acquisito dal gruppo tedesco Bayer. Il verdetto a cui sono giunti i cinque giudici nominati dalle associazioni è pesante: Monsanto è colpevole di aver violato il diritto a vivere in un ambiente sano, al cibo e a uno standard di salute adeguato. I giudizi si sono basati sulle leggi internazionali che regolano i diritti umani e ambientali, dopo aver ascoltato numerose testimonianze.


L’imposizione per legge


Vaccini per legge? Gender per legge? Attenzione, quella che si sta ribellando è l’Italia astensionista


Non ho mai scritto una riga sulla questione vaccini, per tre ragioni. Primo, non ho alcuna competenza medico-scientifica e mi terrorizzo leggendo le controindicazioni di un anti-infiammatorio. Secondo, non ho figli, quindi ammetto che entrerei nel dibattito senza quel carico emotivo e personale che lo anima, rischiando di comportarmi come un elefante in cristalleria. Terzo, fin dal primo giorno la discussione si è tramutata in una vera e propria disputa tra Guelfi e Ghibellini, con toni eccessivi ed estremi da entrambe le parti: se c’è una cosa che odio, sono le arene dove si grida e ci si sputa addosso, evitando accuratamente di confrontarsi in maniera civile. Detto questo, quanto successo davanti al Parlamento venerdì mi ha fatto riflettere. Erano in tanti i cosiddetti esponenti del movimento “No vax” fuori da Montecitorio, dove si stava votando la fiducia sul decreto vaccini, convertito ieri in legge.

Non entro nel merito, perché in cuor mio direi una balla se vi dicessi che dieci vaccini sono tanti o pochi, se vanno fatti presto o tardi, se le multe previste per chi non fa vaccinare il figlio sono alte o basse, giuste o sbagliate. So una cosa sola ed è proprio la sola che mi interessa: quella gente scesa in piazza è la stessa che si astiene alle elezioni, è il 40% del Paese che invece che al seggio va al cinema o al centro commerciale, che non ha né tessera, né bandiera, che non si riconosce in nessuno e, spesso e volentieri, cade nel populismo del “sono tutti uguali”. Sono, almeno così mi sembra dalle immagini, madri e padri normalissimi, lavoratori del ceto medio-basso, gente onesta che paga le tasse, rispetta le leggi, si preoccupa della propria famiglia. L’italiano medio, la maggioranza silenziosa. Un po’ gretta e ignorante, magari, più interessata a reality e smartphone che a politica e libri ma è il Paese, rappresenta una fetta pressoché maggioritaria di questa nazione. E in nome della salute dei propri figli, non solo scende in piazza auto-organizzandosi e senza bandiera ma arriva all’atto esasperato di prendere a calci e pugni l’auto dove si sono rifugiati tre deputati del PD, ai quali era stato chiesto cosa avessero votato.

Diciamolo subito, chi alza le mani passa dalla parte del torto. Punto. Resta il fatto che quella gente – che rappresenta alla perfezione l’uomo della porta accanto – è scesa in piazza per dire no a una questione specifica: l’imposizione per legge. Non vogliono che sia lo Stato a decidere per i loro figli e, in nome di questo, ritroviamo in piazza gente che non ha mai manifestato una singola volta in vita sua, nemmeno alle superiori. Quarantenni che per strada con dei colori ci erano andati solo per lo scudetto della loro squadra o per la nazionale che, di punto in bianco, creano gruppi WhatsApp o Facebook, chat-room, siti di incontro e informazione o che organizzano serata nei circoli o in parrocchia.

Questo è un cambiamento epocale per l’Italia della poltrona come habitat naturale di chi non vuole guai, che questo piaccia o meno. Ora, da profano, so il minimo necessario sulla materia, quindi so che il diritto del genitore di non vaccinare il proprio figlio (o farlo vaccinare con tempi e somministrazioni scelte da lui) va a collidere con l’esigenza di salute pubblica, ovvero la cosiddetta “copertura di gregge”, quel livello vaccinale nazionale che garantisce anche ai bambini che non possono – malati di patologie gravi, ad esempio – di essere protetti da malattie come il morbillo, ad esempio.

Non entro nella disputa fra i due diritti, scusate. Entro però nel merito di un qualcosa che non si vedeva dai tempi dell’ostracismo della medicina ufficiale e dello Stato verso la cura Di Bella contro il cancro e che mi fa dire che l’italiano sfida piazza, caldo, polizia e ordine costituito solo per una cosa: la vita. E, di fatto, la famiglia. Quasi uno scherzo del destino ha voluto che nel giorno della rabbia no-vax, terminasse il breve viaggio terreno di Charlie Gard. Riflettiamo un attimo laicamente sugli ultimi dieci giorni della vita di quel bambino. Non aveva oggettivamente speranza, lo sappiamo tutti ma una cosa è certa: i ritardi di tribunali e medici londinese hanno ucciso anche quello 0,0005% di miracolo che la cura sperimentale USA poteva garantirgli.

Perché c’è voluta l’opinione pubblica per far ragionare i medici dell’ospedale londinese e concedere ai genitori una chance che, detta brutalmente, non cambiava la situazione? Se Charlie era condannato, tanto valeva tentare il tutto per tutto, no? E a cosa si è ribellata l’opinione pubblica mondiale, quando stava per essere staccata la spina? Al destino infame? Alla medicina? No, al fatto che la decisione si ammazzare Charlie fosse stata presa da un anonimo tribunale e non dai chi lo ha messo al mondo e amato fino all’ultimo giorno. Ancora una volta, ribellione alle imposizioni per legge e in nome della famiglia, degli affetti, della vita.

Ora mi scuserete per quello che vi sembrerà un salto di palo in frasca ma vedrete che non è così. Ricorderete la polemica della scorsa settimana sul gestore di bed&breakfast calabrese che aveva respinto la prenotazione di una coppia di gay, poiché nella sua struttura non erano ammessi cani e omosessuali. Una formulazione da troglodita, lo ammise il gestore stesso ma, di fatto, una scelta legittima: quello non è un hotel ma una struttura privata e, fino a prova contraria, a casa mia entra chi voglio io, Boldrini permettendo. E’ di ieri la notizia di un nuovo caso simile in Salento, subito ripresa da “Repubblica” con indignazione degna di miglior causa (tipo l’emergenza neofascista, ad esempio): ecco l’annuncio

con cui si dice chiaramente che “non si accettano persone che aderiscono all’ideologia gender e coppie omosessuali anche se unite con rito civile”. Apriti cielo, altra polemica che ha visto l’ArciGay lanciarsi immediatamente sulle barricate, sostenuta dalla grancassa mediatica del politicamente corretto. Niente di che, tempo due giorni nessuno ne parlerà più ma anche in questo caso è il segnale che conta: l’ideologia gender è talmente totalizzante e pervasiva a livello di imposizione culturale e statale da portare un cittadino che affitta stanze per campare a pregiudicarsi una fetta di mercato importante (sono CENSIS e ISTAT a dire che i gay sono una delle componenti della società più abbienti e che viaggia di più) pur di gridare il suo “no” all’obbligo di politicamente corretto, al bispensiero boldriniano diventato ormai legge, basti vedere la campagna contro le presunte fake news, il cosiddetto linguaggio dell’odio e l’opzione Scelba 2.0 di Emanuele Fiano, benedetta dalla terza carica dello Stato.

Quell’annuncio è una dichiarazione di guerra non al gay che cammina per strada ma al modello gay che ci impongono ovunque: nella pubblicità, nella moda, nel cinema, nella musica, in politica. Siamo al WWF della sodomia tramutato in nuovo ordine sociale e chi non ci sta, criminalizzato in base alle nuove leggi sull’odio: razziale, etnico, sessuale, contro chi mangia le melanzane. Tutto. Basta che tu abbia un capriccio e te lo tutelano, arriva la legge ad hoc benedetta da tutte le Cirinnà di questo mondo. Ovviamente, poi devi votare a sinistra. E allora, come quei genitori che vanno in piazza per la prima volta perché stai toccando ciò che hanno di più caro e sacro, così l’albergatore salentino grida al mondo che ne ha pieni i coglioni del politicamente corretto.

E che è in suo pieno diritto non sopportare gli omosessuali, fosse per una questione religiosa o di virilità mal rivendicata o anche solo epidermica: a casa sua non li vuole. Punto. E magari gli sta sul cazzo che rmai esista la quota gay minima nei film e nei telefilm, quasi volessero ricordarci che al mondo esiste anche chi non ama la figa. Quell’annuncio impone il suo diritto di cittadino a fronte delle vessazioni gender dello Stato. Non fossi a chilometri di distanza, vorrei incontrarlo e stringergli la mano.

C’è poi un problema ulteriore, un’ulteriore criticità che spinge la gente a fare da sola, quando si tratta di cose davvero importanti, delle basi stesse dell’idea che hanno di società (e per quanto Boldrini e ArciGay ci provino, la famiglia tradizionale è ancora il collante e l’architrave del Paese). Ed è questo:

in settimana vi ho parlato di quell’immane idiozia che è stata la Commisione Jo Cox voluta da Laura Boldrini per valutare il grado di odio razziale, etnico, politico e sessuale presente nel nostro Paese. Ovviamente, in base alla percezione del presidente della Camera, il quadro che ne è uscito è sconfortante: siamo un Paese di ignoranti, omofobi e xenofobi da rieducare. Quello sopra, è il post con cui Giorgia Meloni contesta questa visione del Paese, denunciando di fatto un buonismo di Stato che la Boldrini vuole imporre al Paese, a colpi di leggi liberticide e paradossali anche per George Orwell. E, piaccia o non piaccia, la leader di Fratelli d’Italia certo non può essere tacciata di incoerenza sul tema, avendolo trattato criticamente fin dal primo istante. Solo che poi appare questo,

il quale – da solo e se suffragato dai fatti – rischia di rovinare mesi di onesto lavoro e dura opposizione: perché se è vero che chi era presente in Commissione Jo Cox in rappresentanza di Fratelli d’Italia non ha fatto il diavolo a quattro, cercando di sbugiardare i preconcetti ideologici su cui si basava, allora è ovvio che la gente guarda altrove. O, più facilmente, fa da sè. Come per i vaccini. Come per il gender. Come per Charlie. Il momento è troppo serio, la posta in palio troppo alta per non saper selezionare la classe politica, soprattutto per chi fa opposizione ed è sotto il fuoco e la lente d’ingrandimento 24 ore su 24, pena la perdita del requisito principale.

La coerenza, appunto. Al di là delle ragioni o dei torti, in cui non voglio entrare, quella che reagisce a suo modo nelle piazze o con gli annunci “ad escludendum” – scomposta, raffazzonata, un po’ cialtrona e un po’ ignorante, a volte a rischio di scivolata sul violento – è l’Italia dei senza bandiera, l’Italia che si astiene, l’Italia che schifa e che contemporaneamente chiede aiuto e supporto alla politica. Non accorgersene può essere rischioso. Primo, perché – pragmaticamente parlando – quelle piazze fanno la differenza tra vincere e perdere. Secondo, se non guidate e indirizzate con serietà, possono sfuggire di mano. Ed essere manipolate. Giorgia Meloni, se mai leggesse questo post, ci rifletta su. Perché il 40% dell’Italia sta schiumando rabbia come grido di aiuto e merita una risposta alle sue paure e alle sue ansie, merita una speranza cui aggrapparsi, merita la dignità del contare qualcosa e de vedersi rappresentata. Anche facendo le barricate in Commissione Jo Cox, per quanto ridicola.

Di Mauro Bottarelli , il 30 luglio 2017 

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

https://www.rischiocalcolato.it/2017/07/vaccini-legge-gender-legge-attenzione-quella-si-sta-ribellando-litalia-astensionista.html

DOPO I VACCINI OBBLIGATORI AI BAMBINI IL MICROCHIP AGLI ADULTI

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di Gianni Lannes

Addio libertà. Anche nel belpaese la tecnocrazia ha preso il posto della democrazia. L’ultimo pretesto per il controllo totale degli esseri umani è “semplificare la vita e aumentare la sicurezza”. Dalla discarica degli Stati Uniti d’America da cui subiamo il peggio, tale dispositivo applicato agli esseri umani, è già in funzione da un pezzo. Adesso anche il telecomandato e lottizzato tg1 della Rai, al fine di sdoganare l’argomento, ovvero farlo entrare nel senso comune, scopre con anni di ritardo l’evidenza conclamata. Ma i soliti negazionisti decerebrati non avevano sentenziato dall’alto del ministero della verità unica e assoluta ch’era tutto un complotto e si trattava di leggende metropolitane? Adesso come la mettiamo? Comunque i vaccini, come avevo documentato tempo fa, sono solo un pretesto per entrare nel corpo umano dei più piccoli (poi toccherà ai grandi come anticipato dall’Università Bocconi nel 2012). Onore al merito: uno dei pochi in Italia che ha compreso il pericolo è l’avvocato Marco Della Luna. A proposito: italiane ed italiani si ribelleranno a questa nuova forma di schiavitù?

riferimenti:
https://www.youtube.com/watch?time_continue=24&v=S3M424marFE

http://marcodellaluna.info/sito/2017/07/25/vaccini-difese-legali/

http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/09/19/news/nel_mondo_30-50mila_persone_taggate_con_chip_sottopelle-148084912/

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/07/vaccinazioni-di-massa-da-orwell-matrix.html

 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/07/dopo-i-vaccini-obbligatori-ai-bambini.html